“Incidenti e malattie professionali incidono del 3% sul Pil italiano”

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VITERBO – “Infortuni e malattie professionali incidono per il 3% sul PIL italiano. Questo il danno per l’economia dovuto al mancato rispetto delle norme sulla sicurezza. Un danno sancito in una recente ricerca dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL)”. A renderlo noto è Giancarlo Turchetti (foto), Segretario Generale della UIL di Viterbo.

 

“Non solo – prosegue Turchetti – ma nel primo quadrimestre 2015, stando ai dati Inail, si segnala un incremento della mortalità sul posto di lavoro del 13,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: 223 infortuni mortali rilevati in occasione di lavoro. Erano 196 lo scorso anno. Un bilancio che sale a 305 vittime includendo le morti bianche avvenute in itinere. Erano 269 nel primo quadrimestre 2014”.

 

“Una situazione allarmante – sottolinea il Segretario della UIL Viterbo – che si va alle conseguenze della crisi – licenziamenti, cassa integrazione, disoccupazione – e a tutta una serie di provvedimenti governativi che rappresentano un vero e proprio attacco ai diritti di cittadini, lavoratori e pensionati. Una situazione drammatica che dovrebbe far riflettere tutto il mondo produttivo e quello della politica. Una riflessione a tutela della vita. Una riflessione che deve avere come obiettivo quello di investire di più e meglio in favore della diffusione della cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro. E i punti di riferimento da cui partire ci sono. Solo per fare un esempio, in una recente indagine condotta dall’Osservatorio di Accredia in collaborazione con il Censis, emerge che se ogni azienda fosse certificata con un sistema di gestione a norma Ohsas 18001, si registrerebbero – conclude Giancarlo Turchetti – 80.000 incidenti in meno all’anno, con un risparmio in termini di costi sociali pari ad almeno 4 miliardi di euro. Di questi, circa 1,1 miliardi di euro riguarderebbero il settore delle costruzioni, 410 milioni quello tessile, 300 la metallurgia e 270 i trasporti”.

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