Unindustria, presentato a Expo il Cluster della salute

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VITERBO – La sanità della regione Lazio da spina nel fianco dell’economia ad opportunità. La filiera della salute punta non solo al suo riscatto ma si fa da traino per lo sviluppo regionale e di tutto il centro Italia e lo fa attraverso il progetto Cluster della salute, una “sfida” lanciata da Unindustria e raccolta già da Asl, istituzioni, università, enti di ricerca ed oltre cento aziende.

 

“Innovazione, cibo ed healthcare: Nasce il Cluster della salute, opportunità per le imprese del Lazio”. E’ il titolo del convegno che si è tenuto il 12 ottobre ad Expo Milano 2015, organizzato da Unindustria e che ha visto la presenza di oltre cento imprese, dei vertici di Confindustria presente con Diana Bracco e Andrea Bairati, gli assessori della Regione Lazio Guido Fabiani e Sonia Ricci.

 

I saluti istituzionali sono stati portati tramite un videomessaggio dal presidente di Unindustria Maurizio Stirpe, mentre la relazione illustrativa del progetto Cluster della Salute è stata a cura del presidente di Unindustria Latina e di C.H.I.CO (Cluster of Health Innovation and Community) Fabio Miraglia.

 

Una progettualità, quella legata ai cluster, che solitamente parte dall’alto, dalle Istituzioni che tentano di mettere in rete gli attori del territorio, e che in questo caso specifico è invece nata dal basso, dal mondo delle imprese ed in brevissimo tempo ha già raccolto l’adesione di Asl territoriali come quelle di Latina, Civitavecchia, Viterbo e Frosinone, le Università regionali Luiss, Sapienza, Tuscia, Tor Vergata, Fondazioni, imprese dei settori farmaceutico- biomedicali, chimico, agro-alimentare, sanitario, Innovation Technology e strutture ospedaliere. La struttura del cluster è comunque aperta ad un numero sempre maggiore di partners istituzionali e del mondo produttivo, sono infatti in via di definizione importanti collaborazioni con enti di ricerca, istituzioni e altri cluster regionali come quelli di Toscana, Sardegna, Abruzzo ed Umbria al fine di costituire insieme al Lazio un grande cluster del Centro Italia.

 

C.H.I.CO inoltre, sarà presente al “China-Italy Science, Technology and Innovation Week” che si terrà in Cina dal 16 al 20 Novembre alla presenza del Ministro Stefania Giannini.

 

Obiettivo primario del Cluster è quello di creare un’ampia rete di soggetti pubblici e privati in sinergia tra loro con lo scopo di promuovere innovazione del sistema produttivo anche mediante integrazione di filiere, scambio di conoscenza e competenze, assicurando elevati standard qualitativi e competitività delle imprese nel mercato globale. Ulteriore scopo è quello di stimolare e sostenere la crescita economica sostenibile del territorio, valorizzando le risorse locali e promuovendo le imprese agroalimentari, farmaceutiche, di servizio socio-sanitario e turistico verso un nuovo modo di fare rete, creare innovazione tecnologica, di processo e di prodotto, nel rispetto della sostenibilità ambientale ed economica secondo una reale accezione di processi green ed economia circolare. Nell’ambito del cluster verranno approfondite alcune tematiche legate al benessere, ricerca, salute, Ict, manufactoring, remanufactoring e si lavorerà all’individuazione di finanziamenti disponibili in concomitanza con l’operatività dei nuovi Programmi operativi 2015-2020. Sarà fondamentale individuare e lavorare su progetti strategici, grazie ai quali intercettare tali finanziamenti, ad oggi indispensabili per rilanciare l’economia dei territori.

 

“Per troppi anni nella Regione Lazio la filiera della salute è stata vista solo per i tagli ed il piano di rientro regionale, dimenticando l’importanza industriale della filiera e le eccellenze che la regione esprime – ha dichiarato il Presidente di Unindustria Latina Fabio Miraglia – Per essere ancora più precisi, è la risposta o il riconoscimento che Unindustria ha voluto dare, ad esempio, al polo farmaceutico che oggi rappresenta indubitabilmente il settore traino dell’economia del Lazio. Questo territorio, inoltre, può contare su un diffuso tessuto di piccole e medie imprese con elevato patrimonio tecnologico, operanti nei comparti dei dispositivi medici, delle biotecnologie della salute, dell’agroalimentare, dell’informatica applicata al settore, dell’agroalimentare, che rappresenta un punto di forza dell’economia laziale. Il Cluster vuole essere la reazione del mondo delle imprese, che oggi qui vogliono mostrare tutto il loro valore ed una nuova visione del fare impresa, che punta su innovazione e ricerca”.

 

Per Maurizio Stirpe (foto) Presidente di Unindustria “il Cluster della salute Laziale è un progetto ideato e fortemente voluto da Unindustria per aggregare e valorizzare, in modo armonico ed innovativo, imprese della farmaceutica, della sanità e dell’agroindustria, enti di ricerca universitari e privati, Asl territoriali, associazioni e strutture ospedaliere per promuovere l’innovazione tecnologica del sistema produttivo. C.H.I.C.O può costituire una risorsa ed una best practice per la nostra regione e per il Paese intero, un’ opportunità per le imprese del Lazio: è incontro tra industria farmaceutica biomedicale ed agroalimentare e coinvolge oltre al polo farmaceutico pontino, anche l’Università della  Tuscia e quella di Firenze. C.H.I.C.O – prosegue Stirpe – costituisce un elemento di modernità rispetto alla tradizionale concezione del distretto industriale, ma è anche innovativo nell’approccio perché nasce in primis dalle imprese, per poi estendersi ed aprirsi ad istituzioni ed università. Inoltre, all’interno di C.H.I.C.O si potrà portare avanti anche una riflessione sul modello di gestione dei servizi sanitari. E’ essenziale, infatti, per il futuro del Paese, ripensare anche il sistema della sanità pubblica così come lo abbiamo conosciuto finora. Un sistema che ha prodotto, purtroppo, danni importanti nei bilanci delle Regioni: noi imprenditori del Lazio lo sappiamo bene visto che paghiamo l’Irap più alta d’Italia anche a causa del debito sanitario”.

 

“Sono convinto – ha concluso Stirpe – che il Cluster della salute potrà suggerire modelli che facciano abbandonare l’idea di salute come voce di costo e concentrarsi invece sul concetto di salute come valore e occasione di investimento per il nostro Paese”.

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