A Montefiascone una festa del donatore in grande stile

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MONTEFIASCONE – L’Avis, sezione di Montefiascone, del presidente Mauro Marinelli e di tutto il suo attivissimo staff, ha celebrato la festa del donatore con una cerimonia suggestiva se pur nella compostezza con la piena consapevolezza che donare il sangue è sempre più necessario per salvare altre vite umane, è sempre più urgente poiché le richieste aumentano in continuazione, è un gesto di solidarietà di alto valore che dimostra vero senso civico prima e favorisce la fratellanza umana poi, è un gesto che non ha confini ne barriere, è un gesto che dimostra comunque anche un alto valore religioso e cristiano.
La cerimonia, trentacinquesima della vita dell’Avis montefiasconese, ha avuto inizio nella prima mattinata con autoemoteca, su p.le Roma, per la raccolta del sangue; nel giro di poche ore sono state raggiunte circa venticinque donazioni e molte altre non sono state possibili per diverse negative situazioni in cui si sono venuti a trovare molti donatori; nel frattempo, in apposito tavolo venivano registrate le presenze di altre associate Aido venuti da diverse città del Lazio ed alcune da altre regioni più lontane per partecipare all’evento. Da non dimenticare la presenza dei rappresentanti di quasi tutte le altre associazioni della città. Erano presenti il presidente dell’Avis provinciale, Diego Biffaroni e quello regionale Fulvio Vicere.

Intorno alle ore dieci, come è costume, anche per il simbolismo che il gesto racchiude, alla presenza delle massime autorità civili e militari, è stata deposta una corona d’alloro al monumento dei caduti della grande guerra che si trova all’interno del prato giardino, angolo molto bello e suggestivo della cittadina vulsinea. Terminata questa prima parte del cerimoniale, quasi processionalmente, tutto il gruppo si è spostato verso la concattedrale S.Margherita, ove ha partecipato alla celebrazione della S. Messa tenuta dal vescovo Sua Ecc.za Fabio Fabene; al termine della cerimonia è stata recitata, da tutti i presenti, la celebre preghiera del donatore, scritta dal Papa Buono, Giovanni Vigesimo Terzo. Poi il pranzo sociale in un noto ristorante, appena si raggiunge il lago di Bolsena, settore di Montefiascone.

Pietro Brigliozzi

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