Biodistretti, agricoltura e sviluppo sostenibile: inteviene l’on. Alessandra Terrosi

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VITERBO – “Venerdì della scorsa settimana a Viterbo, nella cornice della festa del PD provinciale, insieme al Consigliere Riccardo Valentini, alla Onorevole Lorenza Bonaccorsi e al Presidente del Lazio di Slow Food Stefano Asaro, abbiamo analizzato quali reali possibilità rappresentino per la nostra provincia le Aree interne e i Biodistretti, l’agricoltura sostenibile che deve coniugarsi con la cultura e il turismo in un trittico di attività che, già per altre Regioni, hanno rappresentato un mix fortunato quale volano di sviluppo economico.

 

Ricordo che nella Provincia di Viterbo è stato costituito e lavora già da qualche tempo il Biodistretto della Via Amerina e delle Forre che riunisce i Comuni di Civitacastellana, Calcata, Castel Sant’Elia, Corchiano, Faleria, Fabrica di Roma, Gallese, Orte e Vasanello mentre l’area dell’Alta Tuscia unitamente a diversi Comuni della Maremma, è stata individuata, dalla Regione Lazio, quale Area interna. Come noto l’Europa e il Ministero dello Sviluppo Economico, Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione economica, prevedono risorse specifiche per la sanità e i servizi socio-assistenziali, il trasporto pubblico locale e l’istruzione.

 

Ritengo che sia necessario sostenere la realtà del Biodistretto e dare concreta attuazione all’Area interna soprattutto attraverso gli strumenti messi a disposizione dalla nuova programmazione comunitaria, PSR 2014/2020, affinché vengano colte fin da subito le opportunità di sviluppo che entrambi rappresentano.

 

A San Gimignano lunedì, gli Ecologisti Democratici hanno inaugurato la loro festa. Ho partecipato insieme al Governatore della Regione Toscana Enrico Rossi e ai rappresentanti dei Biodistretti del Chianti Storico, di Greve in Chianti e di San Gimignano, insieme a Federbio e alla Rete Internazionale dei Biodistretti (Network of Eco Regions) in un convegno in cui abbiamo fatto il punto sulla normativa di settore per poi passare al confronto tra queste, ormai consolidate, esperienze.

 

I presenti hanno descritto il lavoro fatto negli anni per mettere insieme i produttori bio con i trasformatori, i consumatori e le amministrazioni pubbliche. Con queste ultime è stato definito un patto che ha come obiettivo quello di vivere in modo sostenibile: dal produrre le materie prime che costituiranno la base del nostro cibo con metodo biologico, al generare meno rifiuti, al riuso e riciclo, al divieto di utilizzare pesticidi per la gestione del verde pubblico, all’impegno di utilizzare i prodotti bio del biodistretto nelle mense pubbliche.

 

Un lavoro lungo, spesso di anni, in cui l’orizzonte raggiunto non va mai dato per scontato. Nel Biodistretto del Chianti storico, racconta Amelia Perego, il 75% dei prodotti alimentari impiegati nelle mense pubbliche è biologico. E ancora, in quel biodistretto il 35% della produzione olivicola e il 25% di quella della vernaccia è bio. Olio e vino biologici: due prodotti emblema della Toscana, che sono in grado di trainare tutto il comparto agricolo.

 

Gli intervenuti concordano sulla necessità che queste forme, in cui molti territori si sono organizzati, debbano essere legittimate. L’articolo dedicato ai biodistretti, contenuto nella legge in discussione alla Camera sul metodo di produzione biologico, dovrà prevedere che non siano le Regioni ad istituire il Biodistretto il quale, viceversa, nasce da un intreccio spontaneo di “interessi” nei quali si riconoscono gli agricoltori biologici, i trasformatori, i consumatori, altre attività produttive diverse dall’agricoltura e gli enti locali. L’imposizione spesso è causa di insuccesso mentre è necessario il riconoscimento da parte delle istituzioni e il loro intervento per sostenere le attività, anche divulgative e di ricerca, che il biodistretto porta avanti in genere in forma volontaria.

 

Le conclusioni del Presidente Rossi sono state promettenti: si è infatti stabilito di programmare fin da subito un incontro con l’Assessore all’agricoltura della Regione Toscana, per individuare all’interno del PSR gli strumenti più idonei per il sostegno, la promozione, la realizzazione delle iniziative dei Biodistretti.

 

È inoltre importante che le Regioni insieme al Ministero, insistano affinché l’esperienza dei Biodistretti, diffusa in quasi tutte le Regioni italiane e in alcuni Paesi europei, venga ufficialmente riconosciuta nel nuovo regolamento comunitario sul bio, attualmente in revisione. La seconda parte della serata ha visto impegnati la deputata Susanna Cenni, responsabile agricoltura degli Ecodem, e il Ministro per le politiche agricole, agroalimentari e forestali, Maurizio Martina. I temi trattati hanno riguardato il cibo, la sua qualità e il modello di sviluppo verso il quale vogliamo andare. Tali tematiche sono strettamente legate a Expo che, lo ricordiamo, ha come titolo “Nutrire il Pianeta, energia per la vita”. Expo rappresenta una grande opportunità per ragionare con tutto il resto del mondo proprio di questo, raccogliendo le tante sollecitazioni su biodiversità, agricoltura familiare, organizzazione, innovazione e qualità.

 

Susanna Cenni ricorda che il lavoro legislativo che la Commissione agricoltura sta portando avanti va proprio nella direzione di supportare un modello agricolo che sia innovativo e allo stesso tempo in grado di salvaguardare la nostra grande varietà colturale e animale, che valorizzi le eccellenze e garantisca il giusto reddito agli agricoltori, che metta a disposizione del comparto strumenti moderni senza tralasciare l’importanza della tradizione”.

 

On. Alessandra Terrosi (foto)

 

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