“Caro Francesco, torniamo a giocare assieme…”

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L’assessore Ricci scrive al capogruppo del Pd Serra nel disperato tentativo di ricomporre la crisi in maggioranza

 

VITERBO – “Caro Francesco, dopo attenta riflessione, ho deciso di rivolgermi a te in questa forma di lettera aperta perché credo sia necessario uno sforzo comune di riflessione dopo 50 giorni di tensioni, con una doverosa precisazione: ti scrivo come tuo amico e come ex segretario del PD cittadino, non certo come assessore ai Lavori Pubblici della giunta Michelini.

 

In questi anni di comune militanza nelle fila del Partito Democratico, fin dalla sua fondazione, abbiamo inaugurato un percorso nuovo, accomunati dalle stesse radici politico-culturali, quel socialismo liberale che ci ha portato naturalmente ad essere punto di sintesi fra le varie anime del PD e che ebbe una prima concretezza nella mia elezione a segretario comunale, candidatura sostanzialmente nata su una tua intuizione.

 

E da lì è iniziato un lavoro che per anni, in consiglio e nel partito ci ha consentito insieme di creare le condizioni politiche e le iniziative programmatiche che poi, nel corso del tempo, hanno portato il PD al governo di questa città.

 

Abbiamo svolto per anni, gomito a gomito, uno sforzo instancabile di mediazione, non su nomine e su incarichi, ma su programmi, su iniziative da fare insieme, su idee e progetti da lanciare per questa città che amiamo e per la quale abbiamo entrambi sacrificato molto della nostra vita personale.

 

Abbiamo prodotto costantemente una innovazione nei modi, nelle idee, nella attenzione delle esigenze vere dei cittadini.

 

Questa è stata la nostra cifra distintiva, intendo proprio tua e mia, nell’ambito di un partito che, non nascondiamocelo, è stato sempre attraversato da tensioni e a tratti duri confronti fra dirigenti e leader che vengono da storie diverse.

 

E noi, nonostante mille difficoltà e qualche scetticismo, riuscimmo a creare le condizioni per la più ampia unità possibile, per innovazioni programmatiche e politiche, guadagnando entrambi costantemente un consenso sempre maggiore nel partito e nella città.

 

Un consenso ed un autorevolezza che ci furono riconosciuti quando,all’unanimità, ci venne dato il privilegio e allo stesso tempo la responsabilità di guidare la lista del PD come teste di lista nelle comunali del 2013, una decisione che accogliemmo entrambi con una certa emozione, fra gli applausi dell’assemblea comunale del partito.

 

Prima di tutto per noi stessi e in nome della collaborazione straordinaria di questi anni, non possiamo interrompere questo lungo percorso che abbiamo elaborato e realizzato insieme tra mille difficoltà, ma con straordinari momenti di successo.

 

Dobbiamo anzi ritornare a quello spirito, ripartendo da dove avevamo iniziato, nei modi e nelle forme che ben conosciamo, recuperando i nostri obiettivi concreti che forse ultimamente si sono un po’ sbiaditi e sono passati in secondo piano nel dibattito politico cittadino.

 

Per questo ti invito fraternamente ad un ulteriore o,se preferisci, ultimo sforzo: quello di recuperare questo nostro ruolo di sintesi all’interno della maggioranza, facendoci promotori di un incontro/confronto.

 

Caro Francesco troppo volte le riunioni di gruppo e di maggioranza sono state cosi veloci e poco frequentate da trovare il tempo per esaltare solo le cose che ci dividono e non le tante che ci uniscono.

 

In questi mesi abbiamo dato tutti il meglio di noi per distruggere, ora è tempo di dimostrare tutti assieme se esistono, come ritengo, le ragioni della costruzione

 

Dobbiamo ripartire scrivendo assieme gli impegni per la Viterbo che vogliamo realizzare nei prossimi anni.

 

Per questo dobbiamo vivere la fatica ma anche la gioia di parlarci, di frequentarci, di condividere progetti e lavoro, non si perde tempo con le estenuati riunioni di gruppo di maggioranza e di partito ma si diventa squadra quella che forse non siamo mai stati.

 

Abbiamo tanti campioni che giocano da soli. spesso il terzo, il quarto e il quinto tempo di partite già concluse.

 

Ora dobbiamo giocare assieme.

 

Serve puntualizzare il progetto e definire le regole di ingaggio, i rapporti tra giunta e consiglio, tra il nostro gruppo e gli assessori, tra il nostro gruppo e la maggioranza.

 

Caro Francesco, spetta alla maggioranza consiliare decidere se essere ricordati come coloro che hanno infranto le speranze del cambiamento e dell’innovazione, riconsegnando la città alla destra che insieme abbiamo sconfitto o avere la forza di riscattarci e rilanciare la nostra capacità di governo e di lavoro.

 

Io so che ce la possiamo fare.

 

Dobbiamo andare oltre questa fase di difficoltà, in cui le nostre idee e i nostri obiettivi programmatici hanno perso vigore, perché questa città e le fatiche personali degli ultimi anni meritano una ulteriore occasione di scontro e confronto dove mettiamo di nuovo Viterbo e i viterbesi al centro della nostra attenzione e della nostra azione politica quotidiana.

 

Sono certo che la passione per la buona politica che da sempre ci accomuna e che ci ha sostenuto nei nostri sforzi, saprà anche questa volta avere la meglio sui nostri errori e sulle nostre incomprensioni personali prima che politiche.

 

Ps: Non so se le mie parole ti faranno riflettere ma sono certo che troverai conforto e guida in questo pensiero di Carlo Rosselli.

 

“in materia di impegno sociale abbatte solo chi sa costruire o meglio si abbatte solo nella proporzione in cui si è costruito, foss’altro perché la vita sociale non può conoscere soste e regressioni”.

 

Sono certo che sarai d’accordo. Un abbraccio fraterno”.

 

Alvaro Ricci

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