“Caro sindaco, vogliamo tornare al lavoro?”

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VITERBO – “Egregio sindaco, dopo la sua estenuante campagna del “toto assessore”, FondAzione vuole nuovamente richiamare i numerosi problemi che ancora gravano sulla città, problemi che, purtroppo, non hanno mai trovato la necessaria attenzione nell’ambito del Consiglio comunale, tanto da determinare un “nulla di fatto” sui servizi e sulle tutele che Viterbo merita per la sua storia, la sua cultura e la sua tradizione.

 

Iniziamo a parlare di manutenzione delle strade e dei tombini, quest’ultimi ancora una volta messi a dura prova dai temporali dei giorni scorsi; per quanto concerne le strade, ad esempio, dia uno sguardo alle condizioni pessime in cui versa strada Riello, un vero oltraggio per i residenti e per la gente che vi transita per raggiungere l’Università e la stazione dei Carabinieri. Questa strada sta letteralmente scomparendo per l’avanzata rigogliosa della vegetazione e l’insegna che indica “strada Riello” sembra gridare “…aiutatemi perché sto soffocando” (foto).

 

Che dire, poi, della situazione sanitaria locale, divenuta ormai disperata per l’annuncio ripetuto di licenziamenti presso Villa Buon Respiro, Villa Rosa, Nuova Santa Teresa, con grave danno all’immagine e alla funzionalità di questi prestigiosi istituti, da sempre ritenuti “eccellenze” in ambito assistenziale e riabilitativo. Tutti i giorni Mazzola, sindaco di Tarquinia, ripete fino alla noia che l’ostetricia dell’ospedale cittadino non chiuderà, nonostante il Commissario Macchitella ha già mobilitato medici e ostetriche presso il presidio di Civitavecchia e lei, signor sindaco, non sa nemmeno che al pronto soccorso di Belcolle, da diversi giorni, si praticano le iniezioni intramuscolari con siringhe da 20 cc e relativo “ago a spada”, sicuramente non gradito ai glutei dei malati e, tutto questo, perché non ci sono i soldi per acquistare le siringhe conformi.

 

Se in Consiglio comunale non si discute di queste preoccupanti emergenze, ci spieghi lei, egregio sindaco, di cosa parlate e quali importanti deliberazioni onorano la politica di palazzo dei Priori, una politica che, a quanto pare, si accinge ad aumentare la pressione fiscale per i cittadini senza risolvere minimamente le macroscopiche deficienze che si riscontrano nei servizi sanitari, nella manutenzione delle strade, nel verde, nel decoro urbano e nella spaventosa mancanza di progettazione per lo sviluppo della città e delle sue inestimabili risorse naturali.

 

Pertanto, sindaco, costituita la nuova giunta e dopo oltre due anni di “ristagno politico” su tutto il territorio viterbese, imiti la bella frase del grande Enzo Tortora “…dove eravamo rimasti ?”, magari chiedendo scusa agli elettori che l’hanno innalzata a primo cittadino di Viterbo, e riprenda in mano tutte le promesse fatte in clima pre-elettorale e porti a casa qualche risultato utile per dimostrare a tutti la valenza del detto “meglio tardi che mai”.

 

Direttivo comunale FondAzione

 

 

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