FondAzione, Talotta: “A Viterbo dei numeri della ripresa non c’è traccia”

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VITERBO – “Si fa un gran parlare, in questi giorni, del tanto decantato progresso che sta producendo l’Italia sul piano economico e occupazionale, accompagnato da una serie di elementi positivi che si ritrovano nei cosiddetti “numeri della ripresa”, punto di orgoglio di Renzi e del suo Governo che non finisce mai di stupirci con annunci mirabolanti che stanno facendo crepare di invidia tutti gli altri Paesi europei.

 

Non siamo in grado di giudicare se questa “euforia renziana” corrisponda veramente ad una crescita nazionale ma, con dati alla mano, possiamo sciorinare alcune gravi recessioni che interessano il territorio viterbese, ad iniziare dalla Sanità Locale, quale punto forte di una situazione rovinosa sul piano logistico e non solo.

 

Ed ecco che saltano fuori altro che “numeri della ripresa”, piuttosto dobbiamo parlare di “numeri funesti” per la città e la sua Provincia, dove ripresa economica, occupazione e rilancio del territorio sono sempre rimandate alle “calende greche”; infatti, mentre si strombazza l’incremento dell’occupazione, a Viterbo, siamo alle prese con licenziamenti di Personale Sanitario, mai attuati prima, ed ora diventati triste realtà se facciamo riferimento agli attualissimi licenziamenti avviati dalla Casa di Cura Villa Rosa e a quelli minacciati dagli altri presidi, come Villa Buon Respiro e la Nuova clinica Santa Teresa; dove non si parla di licenziamenti, si applicano “contratti di solidarietà” su stipendi al limite della sopravvivenza o si adottano forme contrattuali davvero mortificanti per la professionalità e il ruolo esercitati dagli operatori sanitari.

 

Un vero “bollettino di guerra” quello subìto da medici, infermieri, tecnici e OSS, impiegati nelle strutture sanitarie sia pubbliche che private, ormai senza rinnovo contrattuale da molti anni, alle prese con l’inarrestabile riduzione della “forza lavoro” per la mancata sostituzione dei colleghi pensionati; che dire, poi, del “precariato” che tutti affermano di voler risolvere ma che ancora resta precariato a tutti gli effetti; non si indicono più concorsi pubblici, non si creano e non si rinforzano quelle strutture capaci di decongestionare un ospedale come Belcolle, nel quale si accorpano, in esigui spazi, fino a quattro “specialistiche” ( ORL- Maxillo facciale- Neurologia-Neurochirurgia ) per rispondere alla mancanza di posti letto e di Personale.

 

Se tutto ciò accade in un settore così indispensabile e vitale per la città, ci chiediamo come sono messi tutti gli altri contesti presenti nella quotidianità dei cittadini, in particolar modo come si presentano, oggi, lo sviluppo territoriale, l’occupazione, l’artigianato, il turismo, la cultura, i trasporti, il termalismo e quant’altro incide sul benessere delle famiglie e il futuro dei giovani. Se è vero che “Cristo si è fermato a Eboli”, i “numeri della ripresa di Renzi”, di certo non si sono fermati a Viterbo, con buona pace di quei lavoratori sottopagati o, ancora peggio, licenziati proprio nel momento di massimo splendore delle “Riforme renziane” che, per quanto ci riguarda, si stanno rivelando semplici fantasticherie che, purtroppo, non riempiranno la “pancia” dei viterbesi”.

 

Roberto Talotta (foto), per il Dipartimento Sanità di FondAzione

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