Gli interessi del Pd innanzitutto, i problemi di Viterbo possono attendere…

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Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – Crisi in Comune, l’immobilismo prosegue. Le 48 ore di tempo che il Pd romano si era dato per prendere una posizione definita sull’atteggiamento da tenere in merito alle problematiche viterbesi stanno infatti per scadere, mentre tutto continua ad essere ancora drammaticamente fermo.

 

L’impressione che si ha, a questo punto, è che il destino dell’amministrazione comunale di Viterbo possa essere deciso nel corso del fine settimana, in modo di arrivare al Consiglio comunale di martedì con le spalle coperte e con la certezza di poter continuare l’esperienza di governo nel capoluogo della Tuscia.

 

Il tutto in nome di un senso di responsabilità innato nei riguardi della città? Nemmeno per sogno.

 

L’obiettivo dei vertici del Partito Democratico continua infatti ad essere unicamente quello di scongiurare un crac che, oltre a provocare un consistente danno d’immagine (se sommato a quanto accaduto di recente al Comune di Roma), porterebbe il Pd ad abbandonare quelle posizioni di potere così tanto agognate dalla sinistra viterbese negli ultimi trent’anni.

 

Queste, in buona sostanza, le ragioni che stanno bloccando la macchina amministrativa del Comune; altro che senso di responsabilità, altro che disperata ricerca di unità di intenti per dare un futuro migliore a questa città.

 

I contenuti emersi del dibattito interno imbastito dal centrosinistra sembrano infatti tutt’altro fuorché rivolti ai cittadini e allo sviluppo del territorio.

 

La conservazione delle poltrone e il mantenimento del potere erano, sono, e probabilmente continueranno ad essere le priorità di un centrosinistra che parla di popolo e di buon governo solo in prossimità delle elezioni.

 

E allora, alla luce di ciò, appare sempre meno scontato che la crisi avviata dal dissenso dei 7 consiglieri comunali del Pd possa concludersi con la naturale caduta di Michelini e della sua giunta. L’ipotesi che tutto si risolva con una serie di accordi interni atti a soddisfare l’area dissidente del Pd viterbese prende infatti sempre più corpo e, con ogni probabilità, la prossima seduta del Consiglio comunale (prevista per il 2 febbraio) dovrebbe ufficializzare una pace, ovviamente apparente, tesa solo al mantenimento dello status quo.

 

In attesa che il Pd risolva i suoi problemi, legati essenzialmente al mantenimento di posizioni di potere sul capoluogo della Tuscia, la città continua a guardare in maniera stanca e schifata questo ignobile teatrino, degno della peggiore politica dello scorso secolo. Il tutto con la segreta speranza che l’imponderabile, ovvero la caduta di Michelini e l’avvento del Commissario, si compia quanto prima; dopo due anni e mezzo di nulla sarebbe il male minore.

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