La ferrovia Civitavecchia Capranica Orte per lo sviluppo del centro Italia

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VITERBO – Il Presidente della Provincia Mauro Mazzola ha ricevuto una delegazione dei comitati per la ferrovia Civitavecchia Capranica Orte, composta dal responsabile dell’Osservatorio regionale trasporti Gabriele Bariletti, da Marcello Mariani presidente UIRNET e consigliere di amministrazione dell’Interporto Centro Italia e dai componenti dei comitati Raimondo Chiricozzi, Gianluca Di Lauro, Marco Montagnani.

 

I delegati dei comitati hanno rappresentato al Presidente Mazzola l’importanza della Ferrovia per lo sviluppo economico della Provincia e hanno richiesto il suo intervento, perché venga ripresa l’iniziativa finalizzata alla riapertura all’esercizio della stessa.

 

Per questa Ferrovia sono stati spesi 200 miliardi di lire e altri 123 miliardi finalizzati al completamento sono stati stanziati dal Governo e incamerati dalle FS ed infine è stato redatto dalla ITALFER società FS un progetto costato 2 milione di euro, pagati dalla Unione Europea (1 milione di euro) , Regione Lazio (600 mila), Autorità Portuale Civitavecchia (200 mila) e Interporto Centro Italia di Orte (200 mila) . Progetto per il quale è stata esperita anche la Conferenza dei servizi.

 

L’Unione Europea ha ritenuto indispensabile la ferrovia dei Due Mari o Civitavecchia Capranica Orte , per lo sviluppo economico del Centro Italia e per il raccordo con le grandi linee Transeuropee TNT1.

 

Occorre allora che la politica prenda consapevolezza di questa realtà e della indispensabilità di favorire la mobilità ferroviaria, anche in considerazione delle scelte ormai inderogabili che vanno fatte per il rispetto della salute dei cittadini e dell’ambiente, in considerazione del record negativo posseduto dalla Provincia di Viterbo, assieme ad altre quattro provincie italiane, che immatricola 700 vetture per 1000 abitanti; dalla riapertura trarrebbe beneficio tutta la collettività, perché come noto il traffico ferroviario è molto meno inquinante di quello stradale e meno costoso in particolare se verrà riaperta al completo esercizio, compreso quello del trasporto merci.

 

Occorre poi svolgere una decisa azione politica per il riequilibrio del territorio, contrapponendo all’attrazione di Roma capitale, la creazione di sviluppo nella provincia di Viterbo e nel Centro Italia.

 

Il collegamento ferroviario è prioritario anche per questo. Tutto ciò è stato già inserito nel Piano di Bacino dei Trasporti della Provincia di Viterbo, approvato all’unanimità; la riapertura della Civitavecchia Capranica Orte permetterebbe anche la realizzazione dell’anello ferroviario Circumcimina, già individuato e proposto dallo stesso Piano, rivitalizzando anche la linea ferroviaria ex Roma Nord e dando la possibilità, a circa 150.000 cittadini, potenziali fruitori, su 350.000 abitanti della provincia, di raggiungere l’ospedale Belcolle, con una opportuna fermata, in prossimità dello stesso, sulla linea FS Roma Viterbo.

 

I comitati hanno quindi richiesto al Presidente Mazzola di intervenire presso la Regione Lazio, perché venga sbloccata la situazione di stallo determinatasi, nonostante l’impegno preso dall’assessore ai Trasporti della Regione Lazio on. Civita e dal Presidente della commissione trasporti regionale on. Panunzi, per la realizzazione della VIA (Valutazione Impatto Ambientale) sul progetto.

 

Il Presidente della Provincia On Mazzola, dimostrando la sua sensibilità alla soluzione dell’annosa questione, ha ascoltato attentamente le motivazioni addotte dai rappresentanti dei comitati sulla:

 

1- indispensabilità di non disperdere il grande patrimonio (economico, culturale e sociale) della collettività che la ferrovia CCO rappresenta.

 

2- indispensabilità della riapertura della linea ferroviaria per lo sviluppo economico e del turismo, non solo della Provincia di Viterbo, ma di tutto il Centro Italia.

 

Il Presidente Mazzola ha quindi assicurato il suo interessamento per una presa di posizione definitiva chiarificatrice sul futuro della linea ferroviaria. Infatti la sua riapertura all’esercizio completo, non è incompatibile con la pista ciclabile, poiché alla ferrovia potrebbe essere affiancata, così come è stato fatto per la Merano Malles in Val Venosta, frequentatissima e molto redditizia, dove si può viaggiare in treno e alle stazioni ferroviarie noleggiare biciclette.

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