L’Anac boccia le proroghe, mattatoio comunale a rischio chiusura

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Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – In un seduta di II Commissione caratterizzata dal ritorno in aula dell’assessore Sonia Perà dopo una lunga assenza, una nota dell’Anac manda in crisi il dibattito sul mattatoio.

 

Oggetto del contendere le proroghe al project financing per il mattatoio comunale, su cui l’Autorità Nazionale Anticorruzione si è espressa a seguito di un intervento del consigliere Claudio Ubertini.

 

“Nell’ultima pagina della nota – fa notare il consigliere Gianmaria Santucci – sono riportati dei passaggi significativi, che contestano apertamente il reiterarsi delle proroghe e il conseguente danno erariale. E’ lecito chiedersi, a questo punto, come sia possibile presentare emendamenti al project visto che, non essendoci di fatto più i tempi per eventuali modifiche, la modifica dello stesso risulterebbe più che mai inopportuna. Certo è che, non essendo più possibili proroghe, il mattatoio è a serio rischio chiusura; e tutto questo perché, a seguito della crisi che ha investito la maggioranza, i numeri sono venuti meno, rendendo l’attività amministrativa letteralmente immobile. Mi piacerebbe a questo punto conoscere il parere degli uffici e dell’assessore, che però oggi non vedo”.

 

Le parole di Santucci, come nemmeno nelle migliori opere teatrali, fungono da prologo all’ingresso in aula dell’assessore Perà; assessore che, ricordiamo, è politicamente vicina ai 7 dissidenti del Pd ( (che sia il primo segnale di una tregua in maggioranza?).

 

Dopo aver sottolineato come la sua assenza nell’ultimo periodo sia stata dovuta a problemi di salute, l’assessore Perà fa notare come i ritardi contestati dall’Anec siano in realtà dovuti a delle migliorie da apportare al project.

 

Per il consigliere Marini c’è in ogni caso qualcosa che non quadra. “Mi piacerebbe sapere – afferma – quali siano le migliorie che sono state apportate dalla giunta a questo project negli ultimi due anni e mezzo. La verità è che questa pratica è rimasta chiusa nel cassetto per oltre due anni ed ora, a pagarne le conseguenze, sarà la città”.

 

La matassa risulta sempre più intricata e, alla luce di ciò, il presidente Treta opta per passare la palla direttamente al Consiglio comunale. La Commissione è concorde; i lavori si chiudono qui. Per l’amministrazione comunale va in archivio un’altra mattinata all’insegna dell’inconcludenza.

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