“Mi hanno offerto un assessorato per tornare in maggioranza”

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Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – “Eravamo abituati a vedere colpi bassi e meschini, ma credo che quanto accaduto nell’ultimo Consiglio comunale abbia superato ogni limite”.

 

Non usa mezzi termini Francesco Moltoni, che nel corso di un incontro con la stampa spara a zero contro l’amministrazione Michelini e la maggioranza, rea a suo dire di aver provato ad accelerare il proprio processo di decadenza dalla consigliere comunale.

 

“Hanno provato a fare il colpo gobbo in maniera programmata – afferma Moltoni – tentando di farmi fuori al fine di potersi garantire il numero legale e poter così portare avanti la loro ipotetica maggioranza a colpi di Consigli convocati in seconda convocazione”.

 

Ma c’è di più. Moltoni rivela infatti particolari per certi versi sconcertanti, che mostrano una volta di più come questa amministrazione, sebbene guidata da un sindaco definitosi “non politica”, sia la più bieca espressione della peggiore politica italiana.

 

“Questa gente – afferma Moltoni –  non conosce vergogna. Venerdì scorso, come tutti sanno, volevano cacciarmi. Ciò che però nessuno sa è che una settimana prima ero stato convocato per essere portato in maggioranza. Il giorno stesso in cui il sindaco incontrò Taborri per convincerlo a tornare dalla sua parte ricevetti infatti una telefonata da parte di un amico il quale, su esplicita richiesta di Giuseppe Fioroni, mi informava della possibilità di poter tornare in maggioranza insieme a Taborri, con annessa possibilità di poter gestire un assessorato esterno. Ovviamente ho rispedito al mittente la proposta senza pensarci due volte.

 

“Di tutto ciò avrei preferito non parlare – confessa Moltoni – ma dopo quanto accaduto venerdì non ho potuto fare altro che tirare fuori la verità, al fine di farvi riflettere sull’atteggiamento a dir poco inquietante di questi signori, che dopo aver incassato il mio rifiuto hanno ben pensato di accelerare il processo di decadenza che mi riguarda”.

 

Il tutto con sullo sfondo il nodo legato al contenzioso tra Comune e Assicurazione, che Moltoni si augura possa concludersi con una sentenza che obblighi l’assicurazione a pagare per le responsabilità di quegli amministratori che si trovarono “intrappolati” nella vicenda Cev.

 

Ma non è tutto. “A metà gennaio – informa Moltoni – è stata presentata una querela nei confronti del Comune, del dirigente Rossetti e dell’assicurazione, con cui gli allora amministratori del Comune hanno chiesto il risarcimento danni. Ebbene, sappiate che nel caso in cui qualcuno riuscisse a farmi fuori non esiterò un secondo ad unirmi a questa causa. Oltre a ciò, verrà depositato a breve un ricorso alla Corte Europea di Strasburgo; un ricorso, questo, sposato anche dal consigliere Maurizio Tofani”.

 

Tornando alle critiche verso l’attuale amministrazione, Moltoni non esita a puntare il dito contro presidente del consiglio Marco Ciorba e del segretario generale Francesca Vichi: “Il presidente del Consiglio dovrebbe essere una figura di garanzia, non un consigliere che si presta ai giochetti della maggioranza. Per non parlare poi dell’atteggiamento del segretario generale, che non fa altro che fornire comunicazioni utili solo a difendere la giunta”.

 

Pienamente concorde con Moltoni si è detto anche il consigliere e collega di partito Sergio Insogna. “Il meccanismo democratico dell’amministrazione comunale – sottolinea Insoga – è fortemente a rischio a causa dell’operato di Michelini, che ha anteposto tutt’altre dinamiche alla regolare funzione dell’ente. 20 consiglieri su 32 sono contro di lui ma il sindaco continua a pararsi dietro i sondaggi de Il Sole 24 Ore, senza far nulla di concreto per risolvere i problemi della città. Giunti a questo punto ritengo ci sia bisogno di uno scatto di dignità che sia in grado di far fronte alle bassezze messe in atto dall’attuale maggioranza. Ai sette del Pd il compito di favorire questo scatto e di consentirci di mandare a casa questa giunta. Meglio un anno e mezzo di Commissariamento che continuare a vivere una situazione politica come quella attuale”.

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