“Questa amministrazione pensa solo a fare cassa”

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L’opposizione si scaglia contro l’aumento dell’Irpef con 1300 emendamenti, costringendo giunta e maggioranza alle ore piccole

 

Emendamento Serra: l’Irpef scende allo 0,76

 

Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – Bilancio 2015, il dibattito ha preso il via con la discussione sulle aliquote. Dopo oltre un’ora di ritardo rispetto al previsto, legato all’assenza tra i banchi della maggioranza (incapace di tenere da sola il numero legale al primo appello) l’assessore Luisa Ciambella presenta all’assise il documento approvato in giunta relativo alle aliquote, puntando l’accento sulla necessità di dover inevitabilmente aumentare la pressione fiscale.

 

“Questo bilancio – esordisce Ciambella – ha tagliato tutto quello che era possibile tagliare mantenendo però intatti i servizi indispensabili, sia a livello sociale sia a livello culturale. Un lavoro, questo, che deve scontare un taglio di risorse di quasi 7 milioni di euro nell’ultimo anno. Un dato che va subito sottolineato è che abbiamo tagliato la spesa per 3 milioni di euro. In merito al fondo da coprire, la somma ammonta a quasi 2 milioni e 900 mila euro. La manovra da noi elaborata, indispensabile a coprire questo gap, è invece di 2 milioni 934 mila euro. Riguardo all’aumento delle tasse, l’Irpef passerà dallo 0,6 per mille allo o 0,8 per mille, per un gettito di un milione e 700mila euro. Riguardo all’Imu, invece, abbiamo sì aumentato ma non per tutti e non al massimo delle nostre possibilità. Sulle seconde abitazioni, ad esempio, quelle di classe A e B arriveranno al massimo; i locali industriali e commerciali no. Nel complesso è previsto un gettito di 600mila euro. Sulla Tasi, invece, manterremo l’agevolazione da 0 a 26mila euro, nonché i 50 euro per ogni figlio a carico. Da questa voce prevediamo di ottenere un introito di 634 mila euro”.

 

Il primo ad opporsi a quanto appena esposto è il consigliere del M5S, Gianluca De Dominicis: “State presentando una serie di delibere tutte incentrate sull’aumento della tassazione. Un atteggiamento che deriva dalle scelte del governo centrale, come quella dei famosi 80 euro, che le amministrazioni comunali sono di fatto costretti a pagare con l’incremento della pressione fiscale. A tal proposito ritengo sia lecito chiedersi se l’aumento delle tasse sia effettivamente giusto e necessario. Purtroppo però, a causa del ritardo con cui avete presentato il bilancio, non siamo riusciti a farci un’idea. Ad esempio, perché non rinunciare ai circa 600 mila euro di spesa per l’acqua nelle fontane monumentali? Potrebbe essere un espediente per far pagare meno tasse ai viterbesi”.

 

Dello stesso avviso è anche il capogruppo di Forza Italia, Claudio Ubertini: “Che fine faranno – si chiede Ubertini – i quasi tre milioni di euro che verranno prelevati dalle tasche dei viterbesi? Avremmo gradito conoscere e capire se esistessero delle poste in cui si sarebbe potuto incidere per limitare l’aumento dei tributi. Purtroppo però non ci è stato consentito. Certo è che il pensare di risolvere i tagli da parte del governo con il solo aumento delle tasse ci sembra a dir poco discutibile”.

 

Sulle modalità di azione dell’amministrazione comunale interviene anche il consigliere di FondAzione , Gianmaria Santucci: “Siamo qui in aperta violazione del regolamento di contabilità e, nel caso in cui la proroga del governo non venisse concessa, saremmo anche in violazione di legge. Questo testimonia che questa giunta non era pronta per questo bilancio. Quel che si preannuncia come certo p che avremo difficoltà ad avere parere di legittimità per alcune delibere; c’è pertanto l’eventualità che si vada a votare un’aliquota con il rischio di andare a creare buchi di bilancio; un rischio che ci porterebbe dritti dritti verso la magistratura. Di alcune altre aliquote, invece, non siete stati in grado di fornirci nemmeno il gettito previsto.

 

Ci avete pertanto fatto fare un tour de force di 48 ore in Commissione – prosegue Santucci – per poi porci di fatto in una situazione di grande difficoltà. Come se non bastasse registriamo il fatto che sono ormai ben 3 anni di fila che questa amministrazione non è in grado di verificare le detrazioni; allo stato attuale siamo infatti a metà dei rimborsi. Alla luce di ciò, credo che ci si trovi di fronte a un bivio: o c’è il buon senso di sospendere questa linea di azione e di condividere un percorso oppure saremo costretti ad agire come gli scorsi anni, ovvero, opporci con ogni mezzo”.

 

Nel frattempo il sindaco Michelini annuncia in tempo reale che, al termine della conferenza stato-città, il governo non ha concesso la proroga al 30 settembre.

 

L’annuncio fa andare su tutte le furie il consigliere di Forza Italia, Giulio Marini: “Già da questa mattina – tuona l’ex sindaco – si sapeva che la proroga non sarebbe stata concessa. Renzi non ha avuto la sensibilità di capire che, con questa scelta, 8000 Comuni italiani saranno in serie difficoltà. Voglio capire ora come la Prefettura riuscirà a tenere conto della sollecitazione dell’Anci sull’andamento dei lavori”.

 

Anche la consigliera di Viterbo Venti Venti, Chiara Frontini, non esita a nascondere le proprie perplessità: “Prendiamo atto di questa notizia. Certo è che se io fossi il Prefetto terrei conto che questa amministrazione ha convocato il consiglio solo il 30 luglio, per poi andarsene in vacanza per 20 giorni, quando invece si sarebbe potuto continuare senza problemi nei primi di agosto; per favorire però le ferie si è optato differentemente. Si è detto che questo bilancio è lacrime e sangue; peccato però che fondi da investire, quando si vuole, si riescono sempre a trovare”.

 

Per il capogruppo di Fratelli d’Italia-An, Luigi Maria Buzzi, il punto centrale della questione è invece soltanto uno: “Quest’amministrazione ha sempre aumentato le tasse. Lo scorso anno non c’erano margini di lavoro, ma grazie all’opposizione ci fu un taglio di 750 mila euro. Quest’anno, a quanto sembra, si sta ripetendo la stessa storia, con le tasse che, sebbene non al massimo, sono comunque state quasi tutte aumentate. Non oso immaginare a questo punto cosa accadrà l’anno prossimo. Certo è che il vostro modo di operare non è stato gradito nemmeno ad alcuni esponenti della maggioranza. Riflettete”.

 

Ad essere parimenti preoccupato è anche il consigliere Sergio Insogna: “Partendo dal fatto che è il consiglio comunale, tramite il voto dei suoi consiglieri, a decidere se aumentare o diminuire le tasse, ritengo che, rispetto allo scorso anno, ci sia una sostanziale differenza la differenza: che oggi il bilancio non è noto a nessuno. Ritengo pertanto che l’approccio a questo documento sia stato errato sin dall’inizio. Alla luce di ciò il consigliere Moltoni ed io non voteremo nessuna di queste delibere”.

 

A difesa dell’amministrazione comunale si erge a questo punto il capogruppo di Oltre le Mura, Maurizio Tofani: “Tutti dicono di non conoscere il bilancio ma mi sembra che, allo stesso modo, tutti quanti siano già decisi a non votarlo. In merito al rispetto delle regole, invece, credo che sia doveroso attenersi alla norma nazionale, che prevede la messa in discussione del bilancio e la determinazione delle tasse entro il 30 luglio. La verità è che le amministrazioni comunali si sono tramutate in enti esattori del governo centrale, essendo di fatto obbligate ad imporre determinate tassazioni”.

 

Terminati gli interventi, il consigliere Santucci mette subito le cose in chiaro: “Riguardo all’Irpef, l’aumento proposto è a nostro avviso eccessivo. Questa amministrazione sta pensando solo a fare cassa, non certo al futuro della città. Per questo, su ogni aliquota, chiederemo una riduzione o rimodulazione, proponendo inoltre una regolamentazione per scaglioni che faccia pagare di più a chi ha di più e meno a chi possiede meno”.

 

A questo punto l’opposizione dà seguito ai suoi annunci, proponendo 1003 emendamenti. Il presidente del consiglio opta così per una sospensione, finalizzata a far luce sull’ordine dei lavori.

 

Nel corso dell’incontro emergono due posizioni: non essendo stata concessa la proroga, l’opposizione ritiene che trascorsa la mezzanotte ogni approvazione relativa alle aliquote non sarebbe ritenuta valida, poiché ormai oltre il termine del 30 luglio. La maggioranza, di contro, sostiene di poter andare oltre la mezzanotte, poiché il Consiglio comunale in corso è sempre quello iniziato il 30 luglio.

 

La seduta subisce una forte battuta d’arresto (quasi 4 ore) e riprende alle 22.30 con il “verdetto della capigruppo”: accorpare gli emendamenti proposti dall’opposizione e votarli per alzata di mano, al fine di rendere quanto più celeri i lavori.

 

L’idea non trova per nulla d’accordo l’opposizione. “Abbiamo contestato al segretario generale – afferma il consigliere Santucci – questo tipo di interpretazione. Non stiamo discutendo il bilancio ma le aliquote. Qui si segue il regolamento del Consiglio comunale e in questo non figura nessuna possibilità di accorpare gli emendamenti né tantomeno quella di vietare la votazione degli emendamenti dichiarati illegittimi dagli uffici. Sono le 22.50 e a mio avviso si farebbe ancora in tempo a votare gli emendamenti proposti. Certo è che se passasse questa linea si darebbe il via ad una continua violazione dei regolamenti. A mio avviso state facendo una forzatura vera e propria. Mi chiedo a questo punto cosa faremo il prossimo anno. Ci farete discutere forse le aliquote alle 23.30 dell’ultimo giorno in modo da trovare una scorciatoia? Una cosa è in ogni caso certa. Avete violato il regolamento di contabilità e la norma nazionale. Il tutto ben sapendo che se le aliquote non venissero approvate stasera non succederebbe niente, in quanto ci sarebbero sempre quelle dell’anno scorso. Certo è che se questa è la logica, questo genere di comportamento verrà utilizzato in futuro anche per altre scadenze. Mi chiedo inoltre se ci si comporterà allo stesso modo con la scadenza degli equilibri di bilancio, fissata per il 31 luglio. Se non ci fosse la proroga della suddetta scadenza anche l’assestamento dovrebbe infatti essere approvato entro la seduta del 31”.

 

Al consigliere Santucci si unisce il consigliere Buzzi che aggiunge: “Chiedo il parere di legittimità al segretario generale e che venga altresì inserito il suo nome in questo documento, in quanto la stessa era presente alla redazione del medesimo”.

 

La replica del segretario generale è immediata. “E’ vero, il termine per il bilancio non scade oggi, poiché c’è ancora la possibilità del sollecito del prefetto. Oggi però scade il termine perentorio per l’approvazione delle tariffe e su questo non c’è alcun dubbio”.

 

Alle 23.04 inizia così con la votazione degli emendamenti: l’opposizione chiede che l’aliquota Irpef resti allo 0,6; il parere è però negativo perché non vengono indicate le eventuali riduzioni di spesa. La reazione dell’opposizione è immediata e dettata dallo sconcerto: “Ma come facciamo ad indicarle se non abbiamo ancora visto il bilancio?”

 

Ad ogni modo, la maggioranza vota no all’emendamento, mentre l’opposizione, indignata, esce dall’aula insieme ai consiglieri Insogna e Moltoni. L’emendamento viene perciò respinto. Stessa cosa accade con l’emendamento successivo, che però viene dato per decaduto, in quanto la proponente Frontini esce dall’aula al momento della votazione.

 

Stessa sorte subiscono gli emendamenti seguenti, tutti improntati su un abbassamento dell’aliquota.

 

Tra le polemiche e i fraintendimenti sulle entrate e sulle uscite continue dei consiglieri di opposizione al momento del voto, si arriva alla mezzanotte e dieci minuti, con il presidente del consiglio che propone la votazione degli emendamenti accorpati in maniera massiccia per accelerare i tempi. La consigliera Frontini decide nuovamente di uscire dall’aula non condividendo le modalità di voto; gli emendamenti vengono così a decadere. Lo stesso comportamento, con decadenza annessa degli emendamenti, viene assunto anche dal consigliere De Dominicis e dal consigliere Buzzi. A passare è però un emendamento del consigliere Serra, che consente di abbassarre l’Irpef dallo 0,8 proposro allo 0,76 utilizzando i 344 mila euro dell’Imu agricola.

 

La discussione prosegue con la discussione sulla Iuc e sui fondi derivanti dalla tassa di soggiorno, sul cui utilizzo si deciderà in seguito. Dopo una notte insonne il consiglio riprenderà nella mattinata del 31 luglio.

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