“Rifiuti di Civitavecchia a Viterbo, ma solo temporaneamente”

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REGIONE – “Tecnici della Regione Lazio, nei giorni scorsi, hanno effettuato un sopralluogo nella discarica viterbese di Casale Bussi, a seguito dell’abbancamento di rifiuti da parte del Comune di Civitavecchia, città che ricade fuori dall’Ato (Ambito territoriale ottimale) di riferimento. A seguito di tale visita la Regione, che non era a conoscenza di questa situazione, ha espresso con nota formale inviata ieri pomeriggio la sua contrarietà al conferimento in maniera a strutturata e definitiva. Il Comune di Civitavecchia potrà quindi temporaneamente stoccare i rifiuti a Viterbo ma con il preciso impegno di riportarli indietro appena sarà pronto un nuovo invaso nella discarica di Fosso del Crepacuore. “Al momento del completamento è messa in sicurezza del nuovo lotto – si legge nella nota – un quantitativo di rifiuti equivalente a quello già conferito presso la discarica di Casale Bussi dovrà essere avviato a smaltimento presso tale nuovo lotto, al fine di garantire equilibrio tra i territori, nel rispetto della leale collaborazione e dell’utilizzo delle volumetrie residue degli Ato di Viterbo e Rieti”.

 

Per quanto riguarda le dichiarazioni della consigliera Blasi del M5S, ripeto a lei quanto detto nei giorni scorsi. La situazione di emergenza che si è venuta a creare deriva dal fatto che nella discarica di Fosso del Crepacuore non sono stati fatti i lavori di adeguamento, necessari affinché la stessa potesse continuare ad operare. Siamo davanti, con tutta evidenza, a un’inadempienza precisa ed è fuorviante tirare in ballo altre situazioni, dove le discariche o non ci sono o non sono più operative (vedi Cupinoro). Non è nemmeno corretto dire che la Regione vuole mettere in difficoltà il Comune di Civitavecchia perché è amministrato dal M5S: prova ne è che i rifiuti, in attesa dei lavori di adeguamento di Fosso del Crepacuore, possono restare a Viterbo. Tutto questo in un’ottica di cooperazione tra territori ed istituzioni.

 

Ma situazioni diverse esigono soluzioni diverse, questo mi sembra ovvio e le accampate giustificazioni sono portate avanti solo in maniera strumentale. La determina di revoca sulla gestione della società Hcs dalla discarica di Civitavecchia, infatti, non è un atto politico, ma il frutto di una procedura amministrativa iniziata lo scorso mese di luglio e applicata nel rispetto della legge e per contenere ogni eventuale emergenza che si fosse presentata nella gestione attuale e futura della discarica. Nonostante dalla metà dello scorso luglio siano intercorsi numerosi incontri e comunicazioni fra Regione, Comune di Civitavecchia, Hcs e Mad (la nuova società che gestirà il sito) tenuti con spirito di piena collaborazione con la nuova amministrazione comunale, nulla è stato fatto per risolvere le problematiche amministrative nate in conseguenza della revoca da parte del Comune della precedente deliberazione del commissario straordinario, che metteva a carico del Comune la copertura finanziaria dei debiti contratti da Hcs.

 

Da ultimo. Forse qualche Comune in tutta la Regione Lazio è rimasto senza poter trattare e smaltire i propri rifiuti in questi ultimi 2 anni? Forse c’è stato un qualsiasi Comune, guidato da una qualunque formazione politica, che non ha trovato soluzione alle proprie problematiche in tema di rifiuti con riferimento al trattamento e lo smaltimento? No, e lo sanno bene anche i consiglieri che oggi vogliono spostare l’attenzione da una incapacità amministrativa circa la propria società partecipata ad un procurato allarme politico”.

 

Enrico Panunzi
Presidente Sesta Commissione Regione Lazio

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