“Una badante privata è “meno cara” del servizio comunale”

0

CIVITA CASTELLANA – “La Deliberazione di Giunta Comunale n°1/2015, appunto, la prima di quest’anno, ha puntato il mirino su disabili per l’assistenza domiciliare, su anziani per i soggiorni, sui bambini per le mense. L’assistenza è divenuta a pagamento perfino per i disabili al 100% per la prima volta nella storia di questo comune!

 

Anche per chi ha un reddito familiare, quantificato con l’ISEE, pari a zero….Incredibile! Al sottoscritto, che aveva un fratello disabile affetto da distrofia muscolare molto grave è improvvisamente arrivata ad agosto, a 4 mesi di distanza dal decesso del fratello, una letterina dal comune stesso, in cui si richiedeva una somma di denaro per aver usufruito di svariate ore di assistenza domiciliare. L’avviso di questo radicale cambiamento è stato formalizzato, in modo tra l’altro non chiaro, alla fine di febbraio e cioè a due mesi dall’entrata in vigore della citata normativa.

 

Senza dubbio un bel colpo basso: prima fai la legge, poi a distanza di tempo chiedi ai cittadini, che già hanno dei problemi, di pagare! Sindaco, Assessori, Responsabili d’area, date il tempo di decidere a disabili, anziani e bambini e relative famiglie se accettare un’assistenza o un soggiorno con congruo anticipo! Date un’idea di quanto si deve pagare almeno! Questo è un modo di fare cassa, di speculazione economica, senza una puntina di etica. Il sottoscritto e i famigliari, qualche giorno dopo, con ISEE alla mano, nei locali dell’area servizi sociali, sono stati “tranquillizzati momentaneamente” che sarebbe stata una cifra irrisoria. Assistenti sociali e assessore preposto, presenti. Anche l’assessore al bilancio, confermava una cifra da corrispondere, in previsione, bassa.

 

Conclusione dei fatti, il comune di Civita Castellana per un’assistenza domiciliare di tipo ricreativo e quindi non richiedente personale qualificato di tipo infermieristico, documenti alla mano, chiede circa 13 euro/ora, vale a dire che ammettendo un minimo sindacale di 3 ore al giorno, si deve corrispondere al mese tra 1.150/1.200 euro al mese. Uno stipendio! Ad oggi, con una crisi senza fine, chi può permetterselo! Chi parla non è solo lo scrivente ma un’intera classe di cittadini, lo ripeto già in difficoltà, per motivi ovvi. Ma il comune è sordo, non risponde neanche ad un atto ufficiale, tutto tace. Ma le lettere continuano ad arrivare nelle case di molti civitonici. Il sottoscritto, non paga, non per una questione solo economica, ma come spesso si dice “per principio”. Nel frattempo, ci si aspetta una chiarificazione dal prefetto”.

 

Francesco Peri

Commenta con il tuo account Facebook
Share.

Comments are closed.