Alfonso Talotta, un artista d’avanguardia nella Viterbo medievale

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VETRALLA – “Dalla fine degli anni ’70, nel suo studio immerso nel cuore della Viterbo medievale, un artista porta avanti un’originale ricerca sui processi pittorici dell’essenzialità con opere da cui traspare una storia intima, privata, fatta di scelte consapevoli. Il personaggio in questione è Alfonso Talotta (foto), discreto, lontano dall’arte urlata, pittore un po’ solitario nelle cui tele aleggia un’atmosfera di quiete e silenzi.

 

Talotta, docente di arte presso l’I.C. “Scriattoli” di Vetralla, nel corso della sua più che trentennale carriera ha spesso attirato le attenzioni della critica. E’ stato il primo artista ad intuire che le impronte lasciate dagli pneumatici di un’automobile su tela potessero avere delle qualità comunicative. I suoi interventi di “scrittura meccanica”, iniziati nel 1979, vennero allora chiamati “Tracciati Urbani” e furono esposti per la prima volta nella Sala Anselmi di Viterbo nel 1980.

 

Nei decenni successivi, attraverso i nuovi percorsi delle “Perforazioni segniche”, delle “Forme” e delle “Chiusure” , fino a giungere alle “Compenetrazioni” e al recentissimo ciclo “Ombra di luce”, Talotta diventa un punto di riferimento importante per l’astrattismo, portando avanti anche originali sperimentazioni nel campo dell’arte ceramica. I primi segni che tagliano lo spazio e che poi si incontrano si arricchiscono via via fino a far emergere una linea analitica e costruttiva, che consente l’emergere di forme e colori. Sicuramente, per la formazione artistica di Talotta, fondamentale è stato il lavoro fatto dai due più importanti artisti italiani del secondo Novecento, Lucio Fontana e Alberto Burri. Il primo per il concetto, la purezza e l’essenzialità, il secondo per la compostezza compositiva e il fascino materico.

 

Molte sono le mostre e le esposizioni fatte dall’artista in giro per l’Italia nel corso della sua attività, si ricordano quelle di Roma, Milano, Udine, Mantova, Faenza, Pontedera, Ascoli e Taormina, che hanno riscosso grandi apprezzamenti. Numerosi sono i critici che si sono interessati all’artista, come Giuseppe Gatt, Simonetta Lux, Claudio Cerritelli e Filiberto Menna, che ritaglia nel 1988 ad Alfonso Talotta un posto di rilievo sul Catalogo Nazionale dell’Arte Moderna Mondadori, segnalandolo come artista italiano dell’anno. Nel 2010 anche la televisione si interessa all’artista e Sky lo intervista per il programma “MondoArte”.

 

Nel novembre del 2012 Mirella Bentivoglio, apprezzata curatrice di mostre molto attiva all’estero, viene a conoscenza, attraverso il catalogo della mostra antologica di Talotta, della serie dei “Tracciati Urbani” e contatta l’ artista per manifestargli la propria ammirazione, sottolineando l’importanza di quanto fatto con le opere in questione iniziate nel 1979.

 

La Bentivoglio inizia a scrivere sui “Tracciati Urbani” e un testo, accompagnato da immagini relative alle suddette opere di Talotta, viene pubblicato dalla rivista d’arte “Nuova Meta” nel 2013. Sempre lo stesso anno, la rivista di letteratura contemporanea “Avanguardia” pubblica gli atti di un importante convegno tenuto presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, in occasione del cinquantenario della “Poesia Visiva”. Anche in questa circostanza si mette in evidenza la sperimentazione realizzata da Alfonso Talotta con i “Tracciati Urbani. La stessa rivista tornerà ancora due volte, nel 2014, ad occuparsi dell’artista, prima con la pubblicazione in copertina di un’opera tratta dal ciclo “Compenetrazioni” e, successivamente, con un ampio servizio di Alessia Caruso, giovane critico d’arte.

 

In questa occasione si mette a confronto il lavoro dell’artista viterbese con quello dello svizzero John Armleder che, in un’intervista pubblicata dalla rivista “Sette” del Corriere della sera, dichiarava di voler esporre nella sua personale di New York, che si sarebbe tenuta nel novembre 2014, un quadro con impronte della sua automobile. L’attenzione della Caruso ha consentito di rimarcare l’originalità dell’operazione concettuale di Talotta, realizzata ben 35 anni prima.

 

L’interesse per il percorso artistico di Alfonso Talotta è dimostrato, negli ultimi anni, da varie acquisizioni delle sue opere da parte di musei italiani, come il Museo delle Arti di Nocciano (PE), il MIC di Faenza (Museo Internazionale della Ceramica) e il Museo della Ceramica di Ascoli Piceno. Ultima in ordine di tempo è l’acquisizione del libro-oggetto “Le scritture della strada” da parte del MAGA (Museo Arte Gallarate) per la propria collezione nella sezione “Libri d’ artista”.

 

Queste le parole che la dott.ssa Giulia Formenti, conservatrice del MAGA, dedica all’artista in una sua missiva: “…Il suo libro-oggetto è davvero un lavoro interessante che arricchisce in maniera diversa la nostra collezione. Questi “tracciati” sono particolare riflessione sul segno che apre molti discorsi e tematiche. L’ opera è stata inventariata al n.° 188LA …”

 

Il prossimo appuntamento con le opere dell’artista viterbese sarà a novembre 2015 al MLAC, Museo Laboratorio di Arte Contemporanea presso l’Università “La Sapienza” di Roma. La mostra, dal suggestivo titolo “Tracciati Urbani e Forme Assenti”, verterà sui lavori degli esordi di Talotta e su quelli degli ultimi cinque anni, sarà a cura di Aldo Mastropasqua e si avvarrà del coordinamento scientifico di Simonetta Lux”.

 

Prof. Stefano Finocchi
collaboratore del D.S. dell’I.C. “Scriattoli” di Vetralla

 

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Alfonso Talotta, Libro-oggetto Le scritture della strada, 1979-2015

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