Donario del Monte Landro, spiegato il contenuto dell’epigrafe

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SAN LORENZO NUOVO – Tre anni orsono fu rinvenuta accanto al tempio del Monte Landro parte di un donario in pietra vulcanica sulla parte liscia aveva due epigrafi in lettere Etrusche una riga di separazione ed un simbolo, dal momento del ritrovamento ad oggi non se ne seppe più nulla.

 

Finalmente alcuni giorni fa sul sito del Gruppo Archeologico Turan di San Lorenzo Nuovo è apparso un saggio pubblicato su di una rivista epigrafica, che in un articolo spiega il contenuto dell’epigrafe del donario.

 

Purtroppo il saggio scritto reca informazioni parziali alle possibili peculiarità del reperto quindi cercherò di approfondire le specifiche del testo e del simbolo con altre dati in mio possesso.

 

L’iscrizione in alto essendo in parte mancante non la si può ricostruire ma le restanti tre lettere sono molto interessanti sono VE CH , viste così le lettere non dicono nulla come ha affermato giustamente il redattore del saggio.

 

Non avendo una foto del pezzo perché non divulgata, dovrò basarmi sul solo disegno annesso, osservando bene il frammento si nota un’abrasione che attraversa tutta la superficie piatta nascondendo una possibile lettera, ipotizzando che sia una L, si formerebbe la parola VELCH, che casualmente è il nome del dio Vulcano Etrusco.

 

Sul testo si evidenzia poi ma senza approfondire che è presente una svastica, e qui mettendo a fuoco le mie conoscenze di geometria sacra, posso aggiungere che questo simbolo aggiunto al segno chi somigliante ad un piccolo tridente danno una datazione abbastanza certa al frammento circa il VII secolo a.C. .

 

La croce uncinata simbolo arcaico della fortuna e del movimento delle stagioni nonché dei quattro elementi è infatti presente in diversi reperti provenienti dal circondario, datati anch’essi nella maggioranza VII secolo a.C. ed il caso vuole che sia la svastica che epigrafe siano riferibili agli dei della luce e del tempo i Voltumnae del Fanum.

 

Altra casualità che sia stata ritrovata sulla cima di un vulcano, sede principe dei templi costruiti in onore del dio Vulcano, semplici coincidenze io dico di no.

 

Inoltre bisogna prendere in considerazione che il reperto era dipinto di rosso con un fondo bianco quindi un dono agli dei di un antico signore etrusco che evidenzia l’importanza del sito e della sua età arcaica che esclude la possibilità di appartenenza a città ancora da costruire.

 

La presenza di un anfiteatro scoperto tramite delle foto satellitari o almeno la sua probabile scoperta perché non è possibile fare dei saggi propedeutici ad un eventuale campagna di scavo per la mancanza di autorizzazione, confermerebbe la presenza di strutture atte a giochi come descritte sul rescritto di Spello.

 

Pertanto in queste zone sempre sotto la minaccia di geotermie, pale eoliche, pannelli fotovoltaici e termovalorizzatori servirebbe un po’ di tranquillità dovrebbe essere riconosciuta la sua valenza di territorio sacro degli Etruschi e sviluppare un turismo sobrio che valorizzerebbe l’intera Italia centrale.

 

Il ciondolo Etrusco di Bolsena, presenta diversi simboli di Swastika (un segno antico per la buona fortuna), e di cerchi concentrici simboli del tempo e di conseguenza della dea Nortia, collegano inoltre gli Etruschi con l'antica Nubia (Sudan) sulle cui ceramiche è trovato per primo e con la civiltà della valle dell'Indo, nonché tutte le civiltà mesopotamiche .

Il ciondolo Etrusco di Bolsena, presenta diversi simboli di Swastika (un segno antico per la buona fortuna), e di cerchi concentrici simboli del tempo e di conseguenza della dea Nortia, collegano inoltre gli Etruschi con l’antica Nubia (Sudan) sulle cui ceramiche è trovato per primo e con la civiltà della valle dell’Indo, nonché tutte le civiltà mesopotamiche .

 

Probabile anfiteatro a poche centinaia di metri sotto il monrte Landro in direzione del lago a sinistra della cava di lapillo

Probabile anfiteatro a poche centinaia di metri sotto il monrte Landro in direzione del lago a sinistra della cava di lapillo

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