Presentato il libro di Normando Onofri sulla Seconda Guerra Mondiale

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Pietro Brigliozzi

 

MONTEFIASCONE – Nella mattinata di sabato ventuno novembre, presso la sala consigliare del comune di Montefiascone, gremita di un pubblico abbastanza qualificato, presenti autorità civili, militari e religiose, oltre ovviamente il sindaco L. Cimarello e molti assessori, con una cerimonia sobria ma commovente e ricca di significato, è stato presentato al mondo culturale locale e non solo, il nuovo lavoro di Normando Onofri sulla Seconda Guerra Mondiale nel contesto del territorio di Montefiascone.

 

Il volume, sponsorizzato dal Comune di Montefiascone, dal Lions Internazional, dall’A.N.M.I.G., dal Pensionato per anziani Falisco Falisci, dal Credito Valtellinese, corredato da diverse presentazioni ed un’ottima e ricca bibliografia, consta di circa centododici pagine, ha un buon corredo fotografico che contiene molti documenti e articoli di giornali di quel periodo, nonché alcune commoventi lettere spedite dai militari al fronte ai propri famigliari.

 

L’Onofri, come tutti sappiamo, è un appassionato di storia, specialmente quella locale, sulla quale ha passato molto del suo tempo libero; ha scritto diversi volumi e diversi articoli sulla stampa locale.

 

Il volume vuol far rivivere fatti locali, conseguenza della guerra i quali altrimenti andrebbero perduti nella notte dei tempi e messo in luce il convinto eroismo dei cittadini di Montefiascone che hanno lasciato il paese per andare la fronte; cittadini che, da una parte con il sacrificio della loro vita hanno riscattato l’Italia dal dominio straniero e dall’altra la libertà nella quale oggi viviamo e che forse non sappiamo apprezzarla come allora. Non per nulla all’inizio della sua presentazione del volume, stampato dall’Associazione A.N.M.I.G., il presidente Gianfranco Lanzi, ha scritto: Memoria per non dimenticare; come pure il Presidente Nazionale Claudio Betti scrive nella sua lettera sul volume: Li ricordiamo davanti ai nostri monumenti, perché monumento vuol dire MEMORIA, vuol dire RICORDARE. Lo stesso Assessore alla Cultura del comune di Montefiascone, Renato Trapè, nella sua presentazione del volume afferma: come potrebbe una persona conservare rapporti, identità e affetti se non possedesse lo “strumento” della memoria? L’uomo è ciò che ricorda…. Come non possiamo dimenticare l’affermazione dell’altra presentazione di Donato Mario ove scrive: Fermare sulla carta e confermare con caratteri tipografici io ricordi della Memoria e quelli conservati nei documenti ci riporta dietro nel tempo per lanciare un messaggio attualissimo: Fermiamo le Guerre.

 

Sotto il profilo editoriale il volume risente della vecchia struttura del libro nella quale l’indice era messo sempre in fondo; questo concetto nelle editoria moderna che si rispetti l’indice viene messo all’inizio dopo prefazione e presentazione. Per sapere cosa contiene il volume non si deve andare in fondo ad esso, ma nella prima parte iniziale con la prefazione ed introduzione, così pure la bibliografia generale va messa all’inizio dopo la prefazione, l’introduzione e l’indice.

 

Il volume ha un grande merito, che nel contesto della guerra mette ben in risalto quella che era la vita sociale ed economica degli abitanti di Montefiascone, un paese prettamente agricolo ove la mano d’opera maschile era l’elemento portante, ove il lavoro delle donne in casa e nei campi era il più valido aiuto senza dimenticare che spesso anche i bambini in tenera età venivano impiegati in lavori consoni alle loro possibilità sottraendoli allo studio; senza dimenticare l’importanza del bestiame nel mondo agricolo che comunque veniva dopo le donne ed i bambini.

 

Qualcuno, nella foga bellica ha sovvertito quest’ordine con l’elencazione di: prima gli uomini, poi il bestiame, poi donne e bambini. Personalmente sono di questo avviso: il bestiame per mille motivi viene sempre dopo l’uomo maschio e femmina grande e bambino che esso sia. All’epoca la meccanizzazione agricola attuale non esisteva, ne la si sognava lontanamente. L’avere il bue e l’asino era un elemento di ricchezza. Nel volume l’autore Onofri mette ben in risalto questi valori, esamina molti aspetti del vivere quotidiano, fa una grande panoramica della vita sociale dell’epoca e spesso emerge molto racconto di tradizione.

 

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