Concerto Bastianini a San Martino, un musicista presente all’evento: “Esecuzione che tocca l’anima…”

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VITERBO – Ho affrontato volentieri anche quest’anno con la mia auto la corsa nel bosco sulla strada che lungo il lago di Vico porta da Ronciglione a S.Martino al Cimino per assistere nella bella cattedrale al concerto d’organo del M°Ferdinando Bastianini.

Arrivato come sempre un po’in ritardo, mi sono tuffato immediatamente nell’atmosfera del concerto che era appena cominciato, godendo del contrappunto tra la bellezza maestosa della cattedrale cistercense ed i colori e le architetture musicali che Bastianini stava facendo fiorire all’organo. Ho atteso che il maestro terminasse il primo brano e ho approfittato dell’intervallo con il secondo pezzo per conquistare velocemente un posto vicino agli amici.

La voce del Maestro in quel momento al microfono ci stava raccontando qualcosa del prossimo brano. Per lui è una consuetudine quella di rivolgersi al pubblico in un modo confidenziale ed esplicativo comunicando anche parte delle sue personali emozioni. Questo induce un ascolto più attivo e partecipato influendo sulla qualità della nostra partecipazione al concerto che diventa così un convivio, un’agape da godere insieme in intimità, con entusiasmo.

Anche la scelta dei brani eseguiti ha cura dell’aspetto comunicativo. Accanto a preziose gemme assolutamente sconosciute ai non addetti ai lavori, nei concerti di Bastianini ritroviamo sempre quei capolavori che conosciamo bene, ma ogni volta riascoltiamo con passione : la Toccata e fuga in Re minore di J.S.Bach, la Toccata di Vidor, eseguite ogni volta con nuova energìa, frutto di una poetica del rinnovamento che caratterizza l’arte di questo organista.

Ferdinando Bastianini pratica con entusiasmo e sapienza l’improvvisazione allo strumento. L’atteggiamento duttile , la prontezza nel catturare gli eventi, l’attenta capacità di ascolto che questa pratica sviluppa naturamente le ritroviamo appieno nelle sue scelte interpretativo/esecutive.

Il colore cangiante nei registri, che possiede però sempre un senso che non slega mai ogni singola parte dal resto della struttura, anzi ne rende più chiari i contorni , chiarificando così anche le emozioni che il pezzo comunica all’ascoltatore. La bella libertà delle frasi, saldamente chiare nel metro, ma mai legate ad un rigido schema globale che riesce ad impoverire anche la musica meglio scritta. Ferdinando accoglie l’invito alla danza, accoglie con coraggio la sfida che la buona musica fa ad ogni interprete ritrovando ogni volta, pur dal profondo della sua esperienza, l’emozione di un principiante e risponde ascoltando con attenzione le infinite variabili possibili che quotidianamente la realtà ci offre….Il risultato è un’esecuzione che tocca (…non colpisce) l’anima perchè rende palesi e dà respiro alle sue forme delle quali il brano ci offre la mìmesi.

L’ultima esibizione proposta è stata come di consueto l’improvvisazione del Maestro su temi dati, almeno sei, che nello stretto finale pedale di una conclusione lirica, dolcissima, erano tutti presenti tenendosi a braccetto come le ballerine del Can Can…

Non entro in altri dettagli del programma, tutto sommato inutili visto che il riverbero delle note di quel concerto oggi si è già estinto nella quiete delle volte della bella cattedrale di S.Martino. Tanto ogni volta è una sorpresa… Posso solo aggiungere che sono concerti da non perdere.

Francesco Piazza

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