Fiosoterapisti abusivi? #lemanigiuste trova quelli veri

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ROMA – La fisioterapia è una delle professioni in Italia più colpite dal fenomeno dell’abusivismo. Per questo oggi l’Aifi (Associazione italiana fisioterapisti) – come riporta l’Agenzia Dire – in occasione della Giornata mondiale della fisioterapia, lancia la campagna #lemanigiuste, per sensibilizzare i cittadini sull’importanza di questa professione per la salute e per metterli in guardia dall’alta percentuale di abusivi che operano sul territorio.

“L’associazione italiana fisioterapisti è sempre impegnata nella lotta all’abusivismo e nella divulgazione della cultura della fisioterapia in Italia e nel mondo- spiega Mauro Tavarnelli, presidente Aifi (Associazione italiana fisioterapisti)-. In particolare, l’8 settembre è la giornata mondiale della fisioterapia, momento clou delle nostre campagne di sensibilizzazione della cittadinanza. Ed è appunto oggi che organizziamo una serie di iniziative, tra le quali la creazione di un poster, con Beatrice Vio, la fiorettista che rappresenterà l’Italia alle Paraolimpiadi, come no stra testimonial”.

E’ stata prodotta anche una serie di 57 cartoline con informazioni pratiche sulle patologie più comuni. “Il percorso di formazione previsto per poter esercitare la professione sanitaria di fisioterapista è esclusivamente il corso di laurea in Fisioterapia”, sottolinea ancora il presidente, ma ci sono una serie di eccezioni per le quali “è difficile per il cittadino districarsi”. Di sicuro, quando un paziente ha necessità delle cure di un fisioterapista, è utile controllare che il professionista sia presente sul sito www.lemanigiuste.aifi.net, dove si trovano tutte le informazioni necessarie per riconoscerne uno “vero”.

Un’altra possibilità è utilizzare il “QR code” presente sul materiale cartaceo, cioè i poster e le cartoline in distribuzione nelle sedi regionali e visibili sulla pagina Facebook “Dal fisoterapista”. In questo modo, si potrà individuare il professionista più vicino e più giusto per l’intervento di cui si ha bisogno. Informazioni si possono trovare anche seguendo sui canali social l’hashtag #l emanigiuste.

“I cittadini possono difendersi da persone non ben definite con semplici trucchi”, spiega Monica Mastrullo, presidente regionale Aifi Emilia-Romagna. Ad esempio, “quando ci si reca in un ambulatorio privato, è importante innanzitutto verificare il titolo di studio: è un diritto del cittadino”. Durante la visita, poi, il fisioterapista “deve richiedere la documentazione precedente, verificare gli esami pregressi e fare una valutazione del bisogno attuale”. Infine, il vero professionista “rilascia una fattura della propria prestazione”, che poi può essere detratta nella dichiarazione dei redditi. “Proprio per i cittadini nasce la campagna dell’8 settembre- spiega Mastrullo- per cercare il fisioterapista iscritto Aifi più vicino a sè, con la sicurezza che il suo titolo sia adeguato a svolgere la professione”, garantito dalla stessa associazione. Andando sul sito internet lemanigiuste.aifi.net, “il cittadino ha la possibilità di rivolgersi a noi nella ricerca del fisioterapista iscritto Aifi più vicino a casa o più adeguato alle proprie esigenze terapeutiche- sottolinea la presidente- semplicemente inserendo il proprio cap”.

Del fisioterapista si può avere bisogno in vari momenti della vita, perchè “si occupa della prevenzione, degli ambiti di cura e della riabilitazione di varie patologie acquisite o congenite- spiega Mastrullo- possiamo lavorare col paziente bambino, con l’adulto o col paziente geriatrico”. Al fisioterapista ci si può rivolgere “anche nel periodo pre e post-parto” e “che si sia grandi sportivi o adulti sedentari”, fino alle cure palliative. Dalla laurea e nel corso della carriera, il fisioterapista può acquisire diversi ambiti di competenza. Ad esempio quello neuro-muscolo-scheletrico, “il più conosciuto”, che ha a che fare con disturbi come mal di schiena o male al collo. Per quanto riguarda l’ambito sportivo, invece, il fisioterapista cura contusioni o strappi muscolari. Ma, sottolinea la presidente Aifi, può arrivare a occuparsi “anche di ambiti differenti come quello cardiologico, respiratorio o dell’apparato uro-genitale“. In Emilia-Romagna, Aifi ha sede a Bologna e per i fisioterapisti iscritti svolge at tività di verifica dei titoli o di attestazione dei crediti legati alla formazione continua. Inoltre, tiene i rapporti con tutte le istituzioni e le associazioni di malati. “All’associazione è possibile iscriversi in maniera volontaria- spiega Mastrullo- quindi non tutti i fisioterapisti ad oggi sono iscritti all’Aifi, ma sicuramente tutti i soci dell’associazione sono certificati in quanto fisioterapisti veri”.

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