“Quello che di peggio possiamo fare per un portatore di handicap è guardarlo con compassione”

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BLERA – “Quello che di peggio possiamo fare per un portatore di handicap è guardarlo con compassione”. Piuttosto occorre aiutarlo nelle sue difficoltà quotidiane, del tutto simili a quello dei normodotati. Valori che l’associazione la Fenice, guidata da una fisioterapista under 30, Francesca Giannini, ha voluto fare suoi, promuovendo l’importanza dello sport nei pazienti portatori di handicap fisico e mentale.

 

Se ne è parlato sabato scorso, durante un convegno tenuto presso l’agriturismo Poggio al Sasso di Blera.  Il nostro obiettivo – spiega il direttivo dell’associazione – è quello di creare un ponte tra la realtà sportiva e la disabilità, vettore cardine per il riposizionamento della persona interessata da handicap all’interno della società. Spesso infatti, chi si trova a vivere dalla nascita o a seguito di un incidente in questa condizione tende a chiudersi in se stesso in maniera progressiva e spesso, definitiva. Una strada che possiamo e dobbiamo cambiare. Abbiamo incontrato molta solidarietà finora e sentiamo di ringraziare Poggio al Sasso, l’azienda olio etruschi di Blera, lo studio fisioterapico Cianfana e la Bwip di Francesco Ruiu, senza di loro sarebbe stato tutto molto più difficile”.

 

Molti gli interventi a supporto a cominciare da quello di Casciani, presidente di Eta Beta, da quasi vent’anni attivo nel campo sociale e di Francesco Cesarei di Vitersport, associazione presente sul territorio dal 1976 e che, tra i suoi iscritti, conta atleti olimpionici del calibro di Mauro Cratassa, portacolori azzurro alle ultimi giochi di Londra. A strappare un lacrima è stato il commento di Rodolfo Valentino, podista e allenatore di nuoto: “Credo sia un’esperienza che tutti debbano fare. Aiutare il prossimo lascia molto di più di quanto realmente diamo in cambio. Spesso questi ragazzi arrivano con il broncio, tristi, magari hanno delle situazioni familiari difficili che impediscono loro di vivere con serenità. Vedere spuntare il sorriso sul loro viso è qualcosa che scalda il cuore e ci rende orgogliosi di essere uomini”.

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