“I nostri marò devono essere giudicati in Italia” (foto)

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Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – Diventare cittadini attivi nella società odierna con la consapevolezza che le forze armate lavorano quotidianamente per garantire ad ognuno di noi sicurezza e pace”. Questo il messaggio lanciato nella mattinata di giovedì dal Ministro della Difesa Roberta Pinotti (foto), in visita a Viterbo, nell’ambito di un protocollo di intesa stilato tra ministero della Difesa e Miur, per incontrare presso, l’aeroporto militare Fabbri, i circa 600 studenti delle ultime classi delle scuole pubbliche e paritarie della provincia.

 

incontro Pinotti 3

 

Alla presenza delle più alte autorità locali, tra cui il sindaco di Viterbo, Leonardo Michelini, il Prefetto Rita Piermatti, il vescovo Lino Fumagalli e il rettore dell’Università della Tuscia, Alessandro Ruggieri, il Ministro Pinotti, prima donna a capo del ministero di via XX settembre, ha dapprima esposto agli studenti le innumerevoli mansioni svolte dai militari: “Spesso ci si chiede – esordisce – quali siano le funzioni svolte dalle forze armate. Ebbene, tra le tante che potrei elencare, la prima e certamente più importante è quella di svolgere quotidianamente della attività tese a garantire la sicurezza di tutti noi. Un compito dalle grandi responsabilità, non c’è che dire, della cui valenza voi giovani dovete essere consapevoli”.

 

Le autorità

Le autorità

 

Il ministro passa poi a raccontare il percorso che l’ha portata ad avvicinarsi al mondo delle forze armate: “Inizialmente ero più propensa a far parte della Commissione Bilancio, ma il mio gruppo mi indirizzò verso la Difesa. Nonostante i pregiudizi iniziali accettai di buon grado, scoprendo tra l’altro un mondo piacevolmente nuovo. Ad impressionarmi maggiormente è stato lo scoprire come, in campo militare, la gestione della forza non costituisca la principale attività; a rivestire un ruolo importante, se non decisivo, sono infatti anche e soprattutto i rapporti diplomatici e la capacità di sapersi rapportare con le varie delegazioni presenti negli scenari di guerra.

 

Roberta Pinotti - Francesca Fialdini - Antonio Bettelli

Roberta Pinotti – Francesca Fialdini – Antonio Bettelli

 

“Oltre a ciò – aggiunge Pinotti – devo dire che nelle varie esperienze vissute, tra cui quella in Libano, ho avuto modo di apprezzare la magnifica attività scolastica svolta dai militari, improntata su una capacità comunicativa efficace e nel contempo accorta nei termini, al fine di proteggere dei bambini già provati dalla guerra.

 

incontro Pinotti 2

 

Intervistata dalla giornalista e conduttrice di Uno Mattina, Francesca Fialdini, e precedentemente introdotta dal generale Antonio Bettelli, il ministro passa poi a spiegare ai giovani studenti il ruolo dell’Italia nelle zone di guerra, con particolare attenzione verso l’Iraq.

 

Il ministro Roberta Pinotti e Francesca Fialdini

Il ministro Roberta Pinotti e Francesca Fialdini

 

“I fondamentalisti islamici – afferma – hanno compiuto violenze inenarrabili, anche su donne e bambini, rendendo schiavo chiunque non la pensi come loro. L’obiettivo delle Forze armate è pertanto quello di liberare le città dai terroristi, addestrando nel contempo le forze di polizia locali affinché siano poi in grado di affrontare un eventuale ritorno degli estremisti”.

 

Non può mancare un riferimento all’emergenza migranti: “Nel momento in cui l’emergenza è aumentata – spiega Pinotti – l’Italia è riuscita fronteggiare l’emergenza, riuscendo poi a convincere l’Europa sulla necessità di coinvolgere i Paesi dell’Unione su un’emergenza ancora viva e che speriamo di andare a spegnere bloccando innanzitutto gli scafisti, debellando nel contempo i conflitti e il terrorismo. In tal senso, erigere muri non è la soluzione giusta. Chi ha diritto ad essere accolto deve essere il benvenuto; chi invece non non ha alcun diritto dovrà inevitabilmente lasciare il nostro Paese in base a degli accordi collaterali da imbastire con i Paesi interessati”.

 

La palla passa poi ai giovani studenti intervenuti, che non esitano a interrogare il ministro su temi di attualità (trattato di Schengen, Operazione strade sicure, esercito europeo) e su argomenti anche scomodi, come quello realtivo al destino dei due marò: “Innanzitutto – precisa Pinotti – dobbiamo parlare di un solo marò, poiché Massimiliano Latorre, da quando sono divenuta ministro, non è più tornato in India, complici anche i problemi di salute che lo hanno interessato. Ad ogni modo resto fermamente convinta che se anche i due marò avessero sbagliato essi devono essere giudicati in Italia. Dopo 4 anni di vana attesa, però, non possiamo più attendere; lotteremo pertanto affinché Salvatore Girone torni al più presto in Italia. Per questo abbiamo esposto le nostre ragioni al tribunale internazionale competente, affinché si possa così archiviare la vicenda una volta per tutte”.

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