Il guinzaglio: amico o nemico?

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VITERBO – “Per parlare del guinzaglio bisogna innanzi tutto specificare che l’obbedienza, la formazione o qualsiasi normale attività di tutti i giorni con il nostro cane, sarebbe impossibile senza questo prezioso strumento, ma, ciò che più conta è soprattutto che la legge impone il suo uso in ogni situazione, fatta eccezione per quella domestica.

 

Il guinzaglio rimane pur sempre uno degli strumenti più utilizzati (e abusati) nella storia del cane e del suo rapporto con l’uomo.

 

Lo scopo e l’utilizzo del guinzaglio si è evoluto attraverso la storia, ma anche oggi, come mille anni fa, il suo compito primario è quello di mantenere il nostro cane all’interno di una determinata vicinanza a noi, dissuadendolo così dallo scappare o eseguire azioni dannose o pericolose per se stesso o per gli altri. Il guinzaglio è uno dei primi strumenti che la maggior parte dei proprietari incontrano durante le loro prime interazioni con il proprio cane. Per molti di essi questo strumento diventa un incubo di vita e un costante richiamo a passeggiate talvolta non volute.

 

Prima di addentrarmi nei più comuni errori commessi con guinzagli e fasi di formazione all’uso in modo corretto di essi, vorrei rimarcare quello che è il passo più importante; io amo chiamare questa fase “passo di inizializzazione”. Molti proprietari di cani saltano questa parte essenziale, innescando spesso una sorta di ricetta per il fallimento.

 

Vediamola così, girandola dalla nostra parte: se noi fossimo giovani e irresponsabili, pronti al divertimento più sfrenato e, improvvisamente dal nulla apparissero i nostri genitori, che, inspiegabilmente ci mettessero al guinzaglio, trascinandoci in tal modo lontano dai nostri amici e dal nostro svago preferito, come ci sentiremmo? Anche noi esseri umani non tollereremmo di buon grado l’accaduto, perché mai allora dovremmo aspettarci che i nostri cani siano d’accordo e remissivi dopo questo atto? La verità è che il nostro cane farà esattamente ciò che noi faremmo, comincerà a dimenarsi e a tentare di distaccarsi da quella incomprensibile morsa; anche se essi vedono il mondo in modo totalmente diverso, non vi sarà motivo di comprendere, almeno sulle prime, le nostre repentine azioni e ragioni.

 

Se tenteremo di eseguire questa azione con rabbia e troppa determinazione, il nostro cane non potrà quindi che associare questo ad una sorta di crudele punizione (non dimentichiamo che loro apprendono molto velocemente) e collegherà ben presto il guinzaglio ad una fuga repentina per sfuggire da essa, facendo così diventare difficilissima una azione che altro non dovrebbe essere, se non un piacevole invito ad una tranquilla passeggiata. Ci ritroveremmo di certo con un cane difficile da catturare e, ciò che risulterà maggiormente preoccupante, sarà che più si persegue questo errato comportamento tanto più difficile diventerà a “catturare” il vostro cane, consapevolissimo tra l’altro della sua innata capacità di sfuggire.

 

Per evitare tutto ciò, si deve addestrare il nostro cane in modo sistematico. Il sistema migliore per inizializzare il nostro vivace cucciolo, giocosamente e senza stress, si trova guarda caso proprio nell’ambiente familiare; bisognerà scegliere aree dalle quali il cane non può scappare e che senta al tempo stesso tranquille e prive di ogni altro input esterno, come ad esempio un grande garage o più semplicemente il corridoio della nostra abitazione; poche semplici mosse, ma di sicuro effetto: chiamiamo il nostro cucciolo esortandolo a raggiungerci per evitare di essere noi a compiere il primo traumatico passo, non appena arrivato premiamolo con un biscotto per cani, quindi in modo più possibile delicato, inseriamo il guinzaglio sul suo collare, lasciando ora che esso si allontani da noi.

 

Quando si renderà conto di essere trattenuto, prima ancora che tenti di dimenarsi, richiamiamolo repentinamente e premiamolo ancora. Ripetiamo questa azione più volte, almeno sino a quando il cane non si divincolerà più dal guinzaglio sentendosi costretto e, solo allora, compiamo un giocoso tour della casa tenendolo fermamente al guinzaglio e continuando a giocare con lui premiandolo per ogni sua azione. Solo in questo modo lui assocerà sin da subito il guinzaglio al gioco e alla nostra presenza.

 

Dopo aver progredito in questa formazione il nostro cane mostrerà più fluidità nel momento di compiere il passo successivo e iniziare a starci accanto al guinzaglio nei diversi ambienti. Aspettiamoci di certo che egli non sarà così arrendevole al centro di un parco pubblico, come lo è stato nelle nostra casa, quindi vorrei suggerirvi di usare (se necessario) un guinzaglio più lungo del solito, in modo tale da consentire al cucciolo una breve corsa per raggiungerci e ritirare il premio.

 

L’errore più comune

 

Uno dei primi errori in cui i proprietari incorrono frequentemente, prima ancora di mettere un guinzaglio al proprio cane è quello di dimenticare, o non essere più semplicemente consapevoli del fatto, che il nostro cane non sa perché abbiamo il disperato bisogno di tenercelo accanto . Per qualche motivo la maggior parte di noi si aspetta che non appena messo un guinzaglio al nostro cane, egli inizi magicamente a stare rigorosamente al nostro fianco seguendoci incondizionatamente.

 

Innanzi tutto, mi preme comunicarvi, che la maggior parte dei cani prova un naturale disagio nel camminare strettamente al nostro fianco. Questa pratica, limita in modo ferreo il loro spazio vitale, rendendo quasi impossibili per loro i normali rapporti con gli altri cani e con il territorio circostante. Nel ribadire sino allo spasimo che il nostro cane ha ancora le ancestrali abitudini e istinti del lupo, mi piace ricordare che il guinzaglio, associato alla nostra stretta vicinanza, stanno al cane, come le manette stanno ad un umano. Essi sono di certo consapevoli di quanto sopra descritto, ma per il nostro incondizionato amore, ci seguono e ci “scortano” in condizioni di elevato disagio, in quanto, amo ripetere, il guinzaglio interferisce con la loro normale percezione.

 

Sarebbe utile, al fine di una corretta interpretazione, essere coscienti che è del tutto innaturale per un cane camminare al nostro ritmo segnando il nostro passo e che in ultima analisi, non vi è alcuna ragione plausibile che spinga un cane a camminare su un lato specifico piuttosto che l’altro, anzi, lui sarà perennemente ossessionato dall’enorme dilemma di dove collocare se stesso”.

 

Leonardo De Angeli

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