Voce alla città, con la seconda edizione de “L’isola che non c’è”

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VITERBO – Da Mammorappo al presidente della Provincia Mauro Mazzola, dal sindaco di Viterbo Leonardo Michelini al direttore artistico del Tuscia in Jazz Italo Leali, dal commissario del consorzio biblioteche Paolo Pelliccia al responsabile della protezione civile regionale Gennaro Tornatore.

Sono questi alcuni dei personaggi che – insieme a tantissimi altri ospiti a sorpresa, alcuni dei quali interverranno con collegamenti dall’Italia e dall’estero – domenica mattina, dalle 9,30 all’Hotel Terme Salus di strada Tuscanese, prenderanno parte alla seconda edizione de “L’Isola che non c’è”.

Ma protagoniste, al brainstorming organizzato da FondAzione per la Tuscia, saranno anche le tematiche scelte, che quest’anno verranno affrontate con il taglio del dibattito. Quindi: dal teatro ai problemi delle Rsa, dallo sviluppo economico alle nuove tecnologie; dal turismo alle problematiche che riguardano la sfera femminile. Il tutto senza dimenticare una tavola rotonda sulle emergenze sismiche del Viterbese alla luce dei tragici fatti di Amatrice. In chiusura il più grande dibattito che sia mai stato realizzato in provincia, sulla situazione culturale del territorio.

“Il grande successo dello scorso anno ci ha spinto a dare vita a una nuova edizione – dice il consigliere comunale di FondAzione, Gianmaria Santucci – che ripercorrerà in grandi linee quella dell’esordio, alla quale sono stati apportati, però, dei miglioramenti. Naturalmente grande protagonista sarà il territorio, del quale verranno affrontate alcune delle principali criticità, grazie anche al supporto di esponenti della politica, tra cui sindaco e presidente della Provincia, rappresentanti di associazioni e della società civile”.

Inoltre, sarà dato spazio alle associazioni del territorio che potranno esporre il loro operato, sottolineare le criticità in cui si imbattono e presentare suggerimenti. “Lo scorso anno abbiamo dato spazio a oltre 100 associazioni – aggiunge Santucci – quest’anno saranno molte di più. Per noi è motivo di grande soddisfazione perché vuol dire che il format è piaciuto”.

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