ACQUAPENDENTE – Il Consiglio Comunale di Acquapendente approva all’unanimità una mozione presentata dalla minoranza sulla questione strada Cassia ed, allo stesso tempo, delega il Sindaco a porre in essere tutte le iniziative relative compresa Conferenza con Regioni e Comuni per ottenere finanziamenti per le infrastrutture e la messa in sicurezza della Strada Cassia.

 

“Con la Nostra del 12 Febbraio”, sottolinea il consigliere Franco Ferri, “abbiamo richiesto la convocazione di questa assise in seduta aperta per discutere un argomento che è stato più volte portato all’attenzione sempre con esiti negativi sia della maggioranza che del Consiglio Comunale. Tanto per citarne una richiamiamo all’attenzione di questo Consiglio la nostra del 09 Marzo 2015 con la quale mettevamo in evidenza nel particolare, lo stato pietoso del tratto Acquapendente – San Lorenzo Nuovo, ma più in generale e soprattutto la gravità della situazione conseguente all’interruzione del valico di Radicofani, fortemente penalizzante per lo stato di isolamento del comprensorio nord della Provincia di Viterbo. Ad oggi la situazione è sempre più peggiorata. Il valico è ancora interrotto e non si hanno concreti elementi per sperare nel ripristino della strada, obbligando i volenterosi o gli obbligati a salire fino a Radicofani, come ai tempi di Ghino di Tacco. Lo stato di manutenzione dell’intero tratto che dal confine con la Toscana arriva fino a Viterbo ed oltre, è semplicemente scandaloso sia per quanto riguarda il manto stradale che la manutenzione delle banchine laterali. Per avere una riprova tangibile basta entrare sulla Cassia provenendo dalle strade sia della vicina Toscana che dell’Umbria e si rocca con mano il degrado vergognoso in cui si trova questa che sebbene degradata a strada regionale è pur sempre una via consolare. Le buche la fanno da padrone, la segnaletica è quasi inesistente, le banchine sono sempre piene di erba che arriva ad altezze degno del terzo mondo, guard-rail inesistenti oppure cadenti. Andare a Siena è un impresa e per andare a Viterbo è preferibile la Umbro-Casentinese romagnola. In un tale contesto parlare di isolamento è poca cosa. Se poi aggiungiamo il fatto che sono in corso azioni fortemente impegnative per il completamento della trasversale , allora dobbiamo avere piena cognizione dello stato di abbandono in cui versa tutto il comprensorio nord della Provincia di Viterbo, venutosi a trovare in uno stato di isolamento estremamente penalizzante. Abbiamo letto che sulla Legge di stabilità regionale sono inseriti fondi sia per trasversale che per la ferroviaria. Un Convegno indetto a Gennaio dal Comune di Nepi sul tema “Un cammino tra età antica e spiritualità moderna: la via Cassia da Monterosi a Montefiascone” abbiamo la conferma di quanto il comprensorio nord della Provincia di Viterbo ed Acquapendente in particolare, siano completamente tagliate fuori. Con un isolamento preoccupante.
Questo il quadro della situazione, senza volere ulteriormente insistere, sebbene non ne manchino gli argomenti. A suo tempo ricordiamo che il Consiglio Comunale esaminò una proposta da offrire alla Regione per una caratterizzazione di tipo turistico della Cassia, ma da allora non se ne è saputo nulla.

 

Alla fine del nostro mandato riteniamo da adempiere ad un nostro obbligo nuovamente ritornare su questo argomento, determinante per il futuro di Acquapendente ed impegnare sia l’Amministrazione ancora in carica e soprattutto offrire alla Amministrazione che sarà eletta a primavera un documento programmatico concretamente impegnativo, per un azione politico-amministrativa seria nei confronti sia della Regione che della Provincia affinchè siano adottati gli indispensabili provvedimenti atti a riportare la consolare Cassia non dico al rango dei tempi passati, ma almeno a strada di collegamento veramente interregionale, superando lo stato ignobile in cui per tanti, troppi anni è stata lasciata. Senza una azione forte, che impegni tutti i rappresentanti politici del comprensorio, senza esclusione alcuna, non è possibile sperare al superamento dell’isolamento in cui ci siamo venuti a trovare, e di certo per responsabilità di tutti gli eletti del comprensorio. Se non si assume un impegno in tal senso dobbiamo avere contezza che, pur avendo ricevuto in eredità una bellezza da tutti riconosciuta, ci siamo resi responsabili di assistere inermi al degrado ed all’isolamento di una Città che era la perla dell’Alto Lazio, lasciando ai nostri figli solo un ricordo, ma obbligandoli sempre più a migrare e lasciare la bellezza di questi splendidi luoghi.

 

E’ con queste promesse che chiediamo al Consiglio di fare propria questa mozione e di votare un impegno vero per far uscire Acquapendente dal grave isolamento in cui è venuta a trovarsi, ponendo in essere da subito concrete azioni sia verso la Regione che la Provincia, chiedendo la collaborazione di tutti i paesi circonvicini, tutti parimenti interessati alla questione, e facendo in modo che un siffatto impegno sia trasferito agli Amministratori futuri”. “L’isolamento”, sottolinea il Sindaco Alberto Bambini, “riguarda tutte le aree marginali ed ha natura strutturale . Per questo che vengono previste risorse anche europee per ridurre il divario socio-economico che riveste tutti gli aspetti della vita collettiva (Ospedali, scuole eccetera). “Concordo con il Sindaco”, sottolinea il consigliere di maggioranza Alessandra Terrosi, “circa la necessità di riproporre l’aspetto della Cassia turistica insieme agli altri Comuni e di dare valenza sistematica all’iniziativa con il coinvolgimento delle Regioni Toscana, Umbria e Lazio”. “Questo Comune”, sottolinea il Consigliere di maggioranza Claudio Speroni, “ha effettuato molte iniziative ed avviato procedure di sviluppo compatibile (Carta Europea del Turismo Sostenibile) con sinergie territoriali”. “E’ necessario”, evidenza il vicesindaco Maico Pifferi, “che vengano attivati interventi anche turistici di riequilibrio territoriale anche da Regioni diverse”. “Faccio presente”, sottolinea il consigliere di minoranza Aldo Bedini, “che il concetto di isolamento non è una critica all’Amministrazione comunale, ma un dato oggettivo e strutturale, tenuto conto che le risorse generali sono state sterzate per la trasversale e per la ferrovia e non per la Cassia”.

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