Con otto voti favorevoli e l’astensione del Consigliere di minoranza Barbara Belcari, il Consiglio comunale di Acquapendente approva il piano coordinato delle attività di gestione e controllo della popolazione di cinghiali nell’area vasta di influenza Riserva Naturale Monte Rufeno. “Le popolazioni di cinghiali presenti nel nostro territorio”, sottolinea il Consigliere Glauco Clementucci, “determinano impatti negativi sulle specie degli habiat nonché sulle strutture ed infrastrutture (strade, recinzioni, muri a secco) presenti all’interno dell’area protetta e le forme di caccia tradizionalmente adottate per il prelievo venatorio (braccata e forma singola), non sono riuscite da sole a determinare il controllo demografico ed a contenere entro livelli accettabili le problematiche da queste sostenute (danni al comparto agro-zootecnico-forestale, interazioni con il traffico veicolare e squilibri ecologici in generale). La parziale efficacia della gestione venatoria è in parte attribuibile all’effetto area di rifugio esercitata dall’area protetta che garantisce allo stesso indisturbate aree di rimessa, alimentazione e riproduzione durante la stagione venatoria. Il metodo che verrà applicato avrà come obiettivo la pianificazione della gestione con metodo di approccio meta-popolazionistico, partendo dal presupposto che le specie non appartengono ad una popolazione isolata ma compiono spostamenti, anche significativi, al suo esterno contribuendo a determinare consistenti danni alle colture agricole del comprensorio ricadenti nei Comuni di Acquapendente e Proceno. Invertire questa tendenza, vorrà dire massimizzare lo sforzo ed il rendimento venatorio attivando nel territorio a caccia consentita tutte le forme venatorie previste in relazione allo specifico livello di sensibilità ambientale e faunistica oltre che predisporre, ad integrazione dello sforzo venatorio, un piano di gestione comprendente prevenzione e controllo diretto della specie su un’area vasta comprendete anche l’area protetta”.