TARQUINIA – Non si tratta dei briganti dell’800 che spargevano terrore tra le genti, ma di lupi veri, feroci e spietati, che si avventano sulle greggi presenti nel territorio.

 

Ma stavolta è stata una strage: nella notte tra sabato 3 e domenica 4 gennaio, un branco di lupi affamati (un gruppo di almeno 10 esemplari adulti con vari cuccioli in tana, a detta della perizia veterinaria) ha attaccato le armenti dell’Azienda Agricola Biologica “La Turchina” di Loretta Di Simone, che si trova nel comune di Tarquinia, lasciando sul terreno le membra straziate di 27 agnelli e 2 pecore adulte, ma all’appello mancano altri 29 agnelli, probabilmente in parte completamente mangiati e in parte portati nella tana.”

 

Sono vari anni che il problema esiste sul nostro territori” dichiara Loretta Di Simone ,che aggiunge: “si pensa che a Tarquinia ci sia solo il mare, invece oggi sono presenti stabilmente vari lupi, ma mai avevano realizzato una tale mattanza”. “La pastorizia – continua Loretta Di Simone – è un mestiere duro, portato avanti con passione da numerosi sardi, umbri e marchigiani come la nostra famiglia, che in Maremma ha messo radici. Combattiamo ogni giorno con le mille difficoltà proprie di questo mestiere (il basso prezzo del latte e della carne degli ovini, il reperimento dei pascoli, la blue tongue, i furti…), ma quando arrivi in azienda e trovi un campo di battaglia con sangue e carcasse sparse dappertutto, fino ad 1 kilometro di distanza, si rimane scioccati, atterriti, sconfitti. Pensi a quanti giorni, mesi, anni di lavoro hai impiegato per allevare al meglio i tuoi animali e in una notte svanisce tutto.

 

E per fortuna che i cani pastore ( ben 7 ) hanno difeso le pecore adulte e un’altra quindicina di agnelli, altrimenti avremmo chiuso i battenti. Noi pastori siamo soli, abbandonati dalle istituzioni e accusati di seminare morte”. Sono note a tutti le polemiche apparse sui mass media proprio contro la mattanza degli agnelli, ma allora forse dovremmo essere tutti vegani, niente più uova, formaggi, pesce e carne, con ovvie conseguenze sulla salute e sull’economia, agricola e non. L’agnello è uno dei cibi più antichi, citato dalla Bibbia e dai Vangeli; chi alleva pecore e agnelli cura la vita, non la morte, ed è nell’interesse dell’allevatore avere gli esemplari migliori e più in salute; gli agnelli lasciano l’azienda agricola vivi, poi negli stabilimenti vengono uccisi con immediatezza. Pensate invece al panico, al dolore, alla violenza che hanno subito quei poveri animali di fronte al branco famelico di lupi. Ma il lupo è lupo, fa il suo mestiere, sceglie le prede più facili, è la natura. Il problema è di nuovo l’uomo, che ha deciso di “lanciare” questi animali sul territorio, senza poi interessarsi più di ciò che accadeva. A spese dei pastori. Che pagano col sudore e con il denaro, per i danni, lo smaltimento delle carcasse e il mancato guadagno; eh si, perché le pecore, atterrite dalla paura e senza figli, non producono più latte, proprio nei mesi ( gennaio e febbraio) in cui il prezzo del latte al produttore è il migliore”.

 

“Lo sfogo di Loretta – sostiene il direttore della Coldiretti Viterbo Ermanno Mazzetti – è legittimo e ben comprensibile dal momento che chi svolge attività agricola e fa impresa, ha il diritto a produrre ed allevare il proprio bestiame e non deve essere messo nelle condizioni di cambiare il proprio indirizzo produttivo soltanto perché una serie di cause esterne dovute a scelte scellerate pregiudicano la normale attività di impresa. I lupi oggi ci sono e tanti: non solo a Tarquinia, ma anche a Tuscania, Farnese, Bagnoregio. Tutto questo va ad aggiungersi all’annoso problema dei danni da cinghiale. I danni da fauna selvatica – conclude il direttore Mazzetti – stanno mettendo a rischio non solo l’esistenza delle singole aziende agricole, ma anche la sostenibilità di un modello di sviluppo quale è quello attuato dall’agricoltura della Tuscia. “Coldiretti Viterbo insieme con Coldiretti Lazio ha sollecitato, con una manifestazione tenutasi il 12 novembre 2014 presso il consiglio regionale del Lazio, la presentazione di una proposta di legge, che si propone di dare una risposta a molti dei problemi fin qui evidenziati” ha dichiarato il presidente della Coldiretti Viterbo Mauro Pacifici, che ha aggiunto “quindi mi sento di rivolgere un appello a tutti i consiglieri della nostra Provincia affinché si adoperino per arrivare all’approvazione della legge per dare una risposta a tutti gli imprenditori agricoli che, come la giovane Loretta De Simone, scommettono ogni giorno sulla loro attività imprenditoriale e possano ancora trovare passione in quello che fanno”.

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