Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – Ci si vanta di avere un evento unico al mondo. Si continua a parlare della necessità di far conoscere Santa Rosa al mondo intero. Da circa un anno e mezzo, poi, politici impettiti si riempiono la bocca ripetendo in maniera quasi isterica che il trasporto della Macchina di Santa Rosa è Patrimonio Immateriale dell’Umanità.

 

Peccato però che, a tanta magnificenza e unicità, corrisponda un’organizzazione da terzo mondo.

 

Dopo la semi farsa dei biglietti destinati ai non residenti (che pare siano stati polverizzati nel giro di 5 minuti), una nuova presa per i fondelli si è verificata la mattina del 3 settembre in occasione della distribuzione delle 500 sedie messe a disposizione del Comune.

 

Una distribuzione che, a quanto sembra, di regolare ha avuto poco o nulla.

 

Lo scandalo esplode intorno alle ore 10, ovvero, un’ora e mezza dopo l’avvio delle operazioni presso l’ex tribunale sito in Fontana Grande.

 

A generare il tutto, la rabbia di uno dei circa 200 presenti il quale, accortosi di essere stato superato da persone che avrebbero dovuto ritirare le sedie dopo di lui, non ha esitato a manifestare tutto il proprio disappunto.

 

“Avevo il numero 222 – afferma l’uomo – ma qui sta continuando a passarmi avanti gente che ha numeri superiori ai miei e che, quindi, dovrebbe ritirare le sedie dopo di me. Per non parlare poi di persone che si sono presentate qui oggi con più biglietti in mano; uno ne aveva almeno 20, in modo da poter ritirare fino a 40 sedie per amici e parenti. E’ una vergogna!”.

 

Già, la furbizia di alcuni individui è decisamente amara da digerire. Ma l’aspetto più vergognoso di tutta questa vicenda non è tanto questo, quanto le modalità di distribuzione delle suddette sedie.

 

Da quanto affermato da uno degli agenti delle forze dell’ordine giunto in zona, sembrerebbe infatti che la procedura ufficiale non preveda la distribuzione di alcun tipo di biglietto.

 

rissa sedie

 

Fatto sta che la quasi totalità dei presenti, attraverso una serie di passa parola, era venuto a conoscenza del fatto che, per poter beneficiare delle sedie messe a disposizione dal Comune, sarebbe stata necessaria l’esibizione di un biglietto da ritirare niente meno che la sera prima, sempre in piazza Fontana Grande.

 

Gli interrogativi, a questo punto, sorgono spontanei. A che titolo, la sera del 2 settembre, sono stati distribuiti questi famegerati biglietti? Con quale autorità gli stessi distributori di tagliandi si sono arrogati il diritto di gestire le operazioni la mattina del 3 settembre? E, soprattutto, come ha potuto il Comune permettere tutto questo, avviando la distribuzione delle sedie seguendo l’ordine dettato da tali biglietti?

 

La risposta, purtroppo, risulta amaramente evidente, e la lasciamo volentieri a voi lettori.

 

Fatto sta che questa ennesima presa in giro ai danni di chi, per assicurarsi le sedie, era in fila sin dalle 2 di notte, ha fatto andare su tutte le furie la totalità dei presenti.

 

Nel corso dell’animata discussione si sfiora persino la rissa tra chi è stato di fatto raggirato e tra chi, inconsapevole di tutto o forse no, ha gestito le operazioni sino a quel momento.

 

A fronte di un clima sempre più incandescente, una volante della Polizia si è vista costretta ad intervenire per cercare di riportare la situazione alla normalità.

 

Nel frattempo, data la situazione, i due distributori di tagliandi hanno optato per darsi alla fuga. Gli addetti del Comune, invece, hanno scelto di chiudere baracca e burattini, di far caricare le sedie rimaste nell’apposito camion, e di recarsi dal sindaco per denunciare quanto accaduto, lasciando circa 100 persone con un pugno di mosche in mano.

 

Si chiude così una mattinata che non ha fatto altro che confermare la piccolezza di questa città; una città che, a parole, continua a farsi grande ma che, in verità, non è in grado di garantire nemmeno la regolare distribuzione di 500 sedie per l’evento più importante dell’anno.

 

Nella giornata in cui l’orgoglio di essere viterbese è il sentimento che la fa decisamente da padrone, non possiamo allo stesso tempo provare una forte vergogna per il modo in cui, in questa città, vengono gestiti i grandi eventi e non solo.

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