VITERBO – “Sono furiosi a Bagnaia, oramai la stazione è diventata “proprietà privata”, è inaccessibile al pubblico. Non presenziata da oltre un anno, chi abita al piano superiore, ha pensato bene di trasformare la stazione in proprietà privata (così raccontano). La sala di aspetto è divenuta un deposito di mobili, urla un anziano signore affezionato alla ferrovia.

Una sbarra blocca l’accesso al piazzale una volta adibito a carico, scarico merci; una roulotte oramai staziona perennemente nei pressi, dicono che il proprietario ha scambiato per un camping il piazzale adiacente la ferrovia.

Raccontano sempre, che un gazebo ed un orto privato sono sorti su uno dei lati della stazione. L’acqua per innaffiare tale orto viene prelevata dalla fontana pubblica. Raccontano che se piove, i locali della stazione rimangono chiusi pertanto i passeggeri restano esposti alle intemperie. Puoi suonare il campanello quanto vuoi, difficilmente ti risponderanno. Oramai, dicono, gli utenti della ferrovia rinunciano ad utilizzare il treno poiché detta stazione non esiste più. Una serie di panni stesi hanno portato la stazione ad un tale degrado, che infastidisce l’occhio dell’osservatore.

Sono in molti, come dicono, a voler denunciare questo “sopruso”. Eppure in tutta questa storia c’è una verità che molti non conoscono. Purtroppo la stazione è stata dismessa da circa un anno ed è stata data in locazione ad un addetto all’armamento (così raccontano). Con grande rammarico degli abitanti di Bagnaia, la loro stazione non c’è più, continua il lento degrado della ferrovia. Eppure un centro abitato privo di stazione è una cosa inconcepibile. La colpa, come riportano, è della Regione che non vuole spendere e preferisce investire sul trasporto su gomma a discapito della salute e del benessere dei cittadini. Qualcuno osserva: almeno quei panni penzolanti dalle finestre, potrebbero evitarli”.

Gianfranco Lelmi

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