VITERBO – “Solo un “matto delle barzellette”, uno di quelli anteriori alla Legge Basaglia, penserebbe oggi di mettere un lucchetto all’uscita di emergenza.

Accade invece con stupore nel 2017 a Viterbo. Purtroppo tutto ciò non costituisce caso isolato e stravagante. E’ un episodio frequente che indirettamente contribuisce a lanciare il messaggio subliminale che un comportamento sicuramente illogico, pericolosissimo e fuori legge sia in realtà “normale”.

Basta fare un giro presso medie e grandi strutture di vendita per trovare uscite di emergenza chiuse con robusti lucchetti, a volte addirittura fasciate da catenoni a prova di qualsiasi ariete medioevale d’assalto.

Da un lato si possono capire le motivazioni commerciali di evitare uscite o entrate senza pagare.

Ma qualsiasi problema è risolvibile con porte allarmate, con telecamere, con fascette leggere di plastica, con mille altri accorgimenti ormai a prezzi più che accessibili se non irrisori.

Il valore di gran lunga prioritario è la sicurezza e la vita di tante persone, da non mettere a rischio se costrette ad un’ eventuale uscita improvvisa e precipitosa.

Basti pensare ad un principio d’incendio, ad una scossetta di terremoto purtroppo frequente in questo periodo, ad un qualsiasi esaltato che si metta a gridare “Allah akbar” come è successo nei giorni scorsi al Riello.

Senza interventi ufficiali, chiunque dovrebbe a questo punto rendersi conto che mettere un lucchetto anche ad una sola uscita di emergenza è un comportamento potenzialmente deleterio”.

Fausto Ermini