VITERBO – “L’ultima legge di stabilità ha introdotto, per tutte le operazioni effettuate con gli enti pubblici, un meccanismo, lo split payment, che sottrae alle imprese liquidità per 4 miliardi di euro l’anno. E’ un conto insostenibile. Il governo corregga immediatamente il tiro”. La CNA, che aveva evidenziato la pericolosità della misura fin dal momento della presentazione del disegno di legge di stabilità, non si ferma. Dopo aver promosso e firmato, nei giorni scorsi, l’appello di Rete Imprese Italia (l’organismo unitario di rappresentanza presieduto, in questo semestre, da Daniele Vaccarino, presidente nazionale della CNA) con la bocciatura degli istituti dello split payment e del reverse change, rilancia. E invita gli imprenditori a firmare la petizione online con la quale si chiede l’abrogazione dello split payment.

 

Ma cosa cambia con il nuovo meccanismo? In estrema sintesi, dallo scorso 1° gennaio le pubbliche amministrazioni devono versare direttamente all’Erario l’Iva relativa alle cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate nei loro confronti. Le imprese, dunque, non ricevono più l’Iva, ma devono continuare a pagarla ai loro fornitori; ciò significa che in cassa, al posto della liquidità, avranno solo crediti Iva sugli acquisti. “Rischiano di chiudere migliaia di attività -denuncia Luigia Melaragni (foto), segretaria della CNA di Viterbo e Civitavecchia-. Il perché, è presto detto. Si costringono le imprese, a quel punto, a chiedere il rimborso dell’Iva e, se in grado, a fornire adeguate fideiussioni. Per i rimborsi, come è noto, in Italia ci vogliono circa due anni e mezzo. E i pagamenti da parte della pubblica amministrazione, che dovrebbero essere effettuati in 60 giorni, avvengono con mesi e mesi di ritardo. Si aggraverebbe perciò ulteriormente la mancanza di liquidità, con conseguenze drammatiche”.

 

“Non è questa la strada giusta da percorrere per stanare gli evasori. Così si colpiscono indiscriminatamente tutte le imprese: insomma, la lotta all’evasione, come dice Rete Imprese Italia, si fa a spese degli onesti. Chiediamo al governo che si faccia prevalere il buon senso. Piuttosto si utilizzino al meglio le opportunità legate alla fatturazione elettronica, che a breve sarà obbligatoria nel rapporto con tutte le amministrazioni pubbliche”, sottolinea Melaragni. La petizione “No allo split payment” può essere firmata accedendo ai siti www.cna.it e www.cnaviterbocivitavecchia.it.

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