“Con il nuovo assetto societario che interesserà la Talete dopo l’entrata del privato, auspichiamo la piena tutela dei lavoratori diretti e dell’indotto, per continuare a garantire la tenuta occupazionale di tutto il sistema legato alla gestione dell’acqua potabile”. A parlare è Fabrizio Mastrogiovanni, segretario generale della Femca Cisl, sigla di rappresentanza del settore, in seguito alla recente approvazione dell’assemblea dei soci di Talete di procedere alla cessione del 40% di quote ad un soggetto privato.


“Questo nuovo atto di orientamento – continua Mastrogiovanni – aprirà nuovi scenari che bisognerà definire con particolare attenzione. E’ bene tenere presente che, dei 18 Comuni ancora fuori Talete, cinque entreranno nella partecipata entro la fine dell’anno. Di conseguenza, sarebbe auspicabile formalizzare un nuovo piano di espansione occupazionale, necessario a garantire l’efficienza e la continuità ottimale del servizio su un’area maggiormente vasta e salvaguardare al tempo stesso le competenze dei lavoratori”.


A nuove assunzioni di personale, Mastrogiovanni propone anche un piano di internalizzazione dei servizi, sulla scia di quanto accaduto nella fase costitutiva di Talete quando, superata la frammentazione gestionale dell’intera filiera idrica, il personale venne inserito nell’organico della nascente Società in-house.


“Oggi Talete – conclude il segretario generale – da lavoro a circa 120 dipendenti; si serve di altre aziende per i servizi legati alla manutenzione degli impianti di potabilizzazione e di depurazione delle acque nere. Si tratta di personale altamente specializzato e già formato che potrebbe rivelarsi una risorsa importante da internalizzare all’azienda. In questo modo la stabilizzazione del personale e l’internalizzazione dei servizi si tradurrebbe in una migliore gestione aziendale con relativo risparmio economico. Allo stesso tempo siamo convinti che la digitalizzazione e i nuovi gestionali saranno propedeutici al miglioramento del servizio e delle risorse umane”.