VALLERANO – A seguito della lettera inviata dalla Vallecimina al Ministro dell’Agricoltura ed all’ Agea in merito al non inserimento dei castagneti da frutto nelle agevolazioni che godono le colture da parte della PAC, il Tavolo del Castagno ha discusso ieri con i rappresentanti della Agea cosa debba intendersi per “Castagneto da Frutto”, ben diverso dal “Castagneto da legno”, e per la sua individuazione, principio irrinunciabile per le suddette provvidenze.

 

Nel corso della discussione, alla domanda del Presidente della Vallecimina, Roberto Colla (foto), su quali criteri si basi l’attuale esclusione dei castagneti da frutto, è stato risposto che la loro certa individuazione non si evince dalle foto aeree, realizzate dalla stessa Agea. Il presidente Colla ha replicato che questo criterio delle foto aeree può considerarsi solo uno dei metodi di valutazione e, laddove, non risulti efficace, vanno individuate e percorse altre strade. Lo stesso ha consigliato che anche le ispezioni “de visu” possono aggiungersi alle foto aeree per dare risposta certa, cosi come praticato per i controlli ai conduttori del biologico per il castagno da frutto. Valutazione che, se valida per il biologico, non si comprende come non debba valere anche per la PAC. Se a questo si aggiunge il riconoscimento della Castagna DOP, al quale hanno dato il loro assenso il Ministero dell’Agricoltura, la regione Lazio e la Comunità Europea, come mai potrà comprendersi la posizione della Agea nel sostenere che è incerta la tipologia dei castagneti da frutto? La Dop non è stata data al legno del castagno, ma al suo frutto!

 

“ Questa inconsistente ed errata giustificazione della Agea per escludere i castagneti da frutto – termina il presidente Colla – accredita il sospetto di qualche “potere” che si oppone, nascondendosi dietro alla presunta impossibilità di leggere in modo definito le foto. Istituzioni ed associazioni si facciano vive: la mia non è solo protesta ma proposta. Noi continueremo su questa strada. Naturalmente la Vallecimina ringrazia il Ministero dell’Agricoltura per aver portato all’attenzione del Tavolo del Castagno una problematica tutta da risolvere, visto che i castanicoltori combattono, da soli, senza agevolazioni di sorta, contro il cinipede ed il mancato raccolto da 5 anni .”

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