Marco Santoni ODCEC Viterbo

Il rischio nell’economia della Tuscia della spirale dei ritardati o mancati pagamenti

«Il sistema economico della Tuscia è fragile. Lo è diventato ancor più in questi ultimi anni in cui la globalizzazione e le concentrazioni, di fatto senza regole, hanno reso i territori meno industrializzati ancor più indifesi e dipendenti dai così detti mercati forti.

La nostra Provincia – afferma Marco Santoni, Presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Viterbo – economicamente è come un delicato ecosistema dove gli effetti di cambiamenti anche lievi negli equilibri maturati nel corso degli anni portano a gravi sconvolgimenti nel tessuto economico e sociale.

I provvedimenti annunciati dal Governo Italiano e definiti “una potenza di fuoco” sono certamente finalizzati a presidiare il rischio di insolvenza che il sistema economico nella quasi generalità potrebbe soffrire.

La prima reazione al blocco quasi totale delle attività economiche è stata quella, comprensibile ed animata da un istinto di sopravvivenza, di mettere in protezione la propria impresa e cominciare ad immaginare gli scenari futuri in un contesto che, non partendo per molti da fondamentali solidi, si prospetta quanto mai incerto.

Le imprese quindi, in questa prima fase, hanno presidiato i rischi concretizzatesi all’orizzonte bloccando di fatto i pagamenti e cercando di accedere al credito bancario per contrastare sia l’emergente stato di carente liquidità sia gli incerti scenari futuri. Ora, dopo quasi un mese dal fermo della gran parte delle attività economiche, è necessario che gli imprenditori, almeno quelli che possono farlo, comincino a programmare in modo responsabile lo scadenzario dei propri impegni economici alla luce delle proprie capacità, programmando, rispetto anche alle leve messe in campo dallo Stato, un razionale ed equilibrato utilizzo delle fonti di finanziamento per i necessari impieghi.

L’azzardo di innescare una spirale di mancati pagamenti per fornitura di merci o servizi per ingiustificati motivi SAREBBE UN GRAVE ERRORE. Il rischio però che ciò avvenga è alto e se dovesse verificarsi sarebbe una vera e propria sciagura con effetti a catena che nessun intervento da parte dello Stato, dell’Europa ed anche del mondo intero riuscirebbe a contenere e contrastare.

Per essere chiari, è quindi necessario che la brutta abitudine tutta italiana dei pagamenti in ritardo, a cui ben sappiamo non si sottrae neanche la PA, non diventi in questo momento una patologia inguaribile.

E’ quindi auspicabile che gli interventi sulla finanza alle imprese provvedano ad innescare un effetto benefico che permetta a tutti gli operatori di mettersi ovvero rimettersi in carreggiata con i propri scadenzari con un effetto moltiplicatore per l’intero sistema produttivo.

Non è sicuramente il caso di fare i furbetti e procrastinare i pagamenti “perché tanto lo stanno facendo tutti”. Non è corretto. Secondo il mio punto di vista un atteggiamento del genere è grave quanto quello di chi oggi, infrangendo la legge, esce di casa senza un valido motivo mettendo a repentaglio la propria e l’altrui incolumità e vanificando quindi, con questo scellerato comportamento, i sacrifici di tutti.

Insieme LEALMENTE ce la faremo».