VITERBO – “Un risultato lo abbiamo già ottenuto. Ed è un risultato importante, indipendentemente da quello che sarà l’esito del bando regionale. Per la prima volta nella loro storia, quasi tutti i commercianti del centro storico di Viterbo sono uniti. Tutti attorno ad un solo progetto, un solo obiettivo: ‘Viterbo capitale medievale'”. A dichiararlo sono Luigia Melaragni, Fabrizio Fortini e Gaetano Labellarte, rispettivamente segretario della Cna di Viterbo e Civitavecchia e presidenti delle associazioni “Centro di Gravità” e “Facciamo Centro”, che hanno elaborato il progetto “Viterbo. Capitale medievale” sottoposto al Comune che lo ha poi presentato alla Regione Lazio nell’ambito del bando dedicato alle Reti di impresa che finanzia ciascun progetto vincitore fino a 100mila euro a fondo perduto.

“Un risultato importante – spiegano Melaragni, Fortini e Labellarte – che ha visto la collaborazione attiva del Comune e in particolar modo dell’assessore Sonia Pera’ che ha seguito gli sviluppi della progettazione fin dall’inizio, mettendosi a disposizione di chiunque avesse voluto presentare un progetto nell’ottica di uno sviluppo economico e turistico cittadino complessivo. Siamo riusciti, grazie anche al sostegno di Archeoares che ha curato la progettazione, a riunire oltre 100 attività commerciali e siamo convinti che altre si aggiungeranno una volta resi noti gli esiti del bando da parte della Regione. Attività che lavorano tutte all’interno del centro storico in una zona che va da Piazza del Teatro al quartiere San Pellegrino con tutte le vie che la caratterizzano. Un progetto – proseguono gli organizzatori – che parte da un presupposto: il commercio deve tornare ad essere protagonista dello sviluppo del centro storico. Commercio di qualità, con radici ben salde nella storia di Viterbo, protagonista della crescita e del rilancio turistico di tutto il tessuto cittadino. Per tornare ad essere ciò che siamo sempre stati: l’anima economica del centro storico di Viterbo oggi aggredita dalla crisi. E per tornare ad esserlo, dobbiamo essere uniti, darci delle strutture organizzative e prendere attivamente parte ai processi di sviluppo. Il bando per le Reti di impresa è appunto questo: tornare ad essere ciò che per secoli, fin dal medioevo, siamo stati, dando il proprio contributo al servizio della città e di chi quotidianamente la vive. Siamo fiduciosi – concludono Luigia Melaragni, Fabrizio Fortini e Gaetano Labellarte – perché l’impegno è stato tanto e siamo solo all’inizio. Siamo fiduciosi perché ci siamo infine uniti partendo dalle nostre forze e contando solo sulle nostre risorse e quelle del nostro territorio. Le sole, se vogliamo vincere le sfide future, su cui investire. Veramente e fino in fondo”.

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