Il provvedimento di Sua Santità Papa Francesco, con la nomina di Sua Ecc.za Mons. Fabio Fabene, non poteva non riempire di gioia e di speranza i cittadini di Montefiascone. Interpretando i loro sentimenti, esprimiamo al giovane porporato Montefiasconese, Mons. Fabio Fabene, tanti sinceri auguri ed al tempo stesso si esprime il presentimento che tale titolo possa essere foriero del ripristino della sede vescovile residenziale nella città che, nella sua lunga e gloriosa storia, ne ha veduti circa trentasette, aggirarsi, in periodi più o meno lunghi, nello storico Palazzo dei Papi, non a caso, così chiamato.

La città di Montefiascone, al di là dei valori artistici e storici che possiede, alcuni dei quali in forma esclusiva, ha tante caratteristiche per essere riportata a sede vescovile residenziale. Il palazzo sulla Rocca dei Papi è una entità unica ove sono accaduti avvenimenti di altissimo valore che hanno lasciato la loro impronta nella Storia Generale della Chiesa e del Papato.

Basta ricordare che il Papa Urbano V dal suo ritorno da Avignone, non andò in Roma ma si fermò a Montefiascone e vi stette per lungo tempo; basta ricordare il suo incontro con Santa Brigida e la profezia della Santa poi regolarmente avveratasi; basta ricordare che nei locali del Seminario, durante la Rivoluzione Francese, vi fu trasportata la facoltà di Teologia e filosofia delle prestigiosa università di Parigi, La Sorbona; basta pensare che la cattedrale con la sua terza cupola d’Italia, ospita il corpo della Santa S. Lucia Filippini e quello del Beato Card. Barbarigo; basti pensare alla presenza della Basilica di S. Flaviano, unica al mondo, specialmente per la sua composizione  architettonica; senza dimenticare la splendida figura del Card. Carlo Salotti insieme a quella del grande latinista, Alessandro Volpini, estensore della grande enciclica sociale Rerum Novarum di Papa Leone XIII, tanto per citare alcune peculiarità.

Auguri, Ecc.za Mons. F. Fabene. Auguri che si concretizzano nel desiderio che Lei possa essere un Novello Mons. Luigi Boccadoro che era solito stare tra i suoi fedeli, tra tutti i cittadini. Quasi ogni giorno, o nella mattinata o nel pomeriggio, durante le sue passeggiate, era facile incontrarlo per le strade del comune e per tutti aveva un minuto da dedicare, una buona parola da dire, un incoraggiamento da suggerire, una benedizione di sollievo da impartire.

Pietro Brigliozzi