BOMARZO – “I nostri amici “consiglieri di minoranza” hanno ripreso ad arte quanto da noi sottoscritto nel programma elettorale ma è sfuggito loro (volutamente dimenticato?) un passaggio importante:scritto a caratteri CUBITALI a pagina 5 del suddetto programma, proprio in merito alla nostra posizione sulla questione Talete spa, si legge: E’ BENE ESSERE REALISTI E SOPRATTUTTO CORRETTI.

 

Bene, è arrivato il momento di guardare in faccia la realtà e soprattutto dire la verità. Come ben sappiamo, la Talete spa, è una societàche, allo stato attuale garantisce il controllo pubblico sul nostro territorio, di un bene primario come l’acqua, e ciò è dimostrato dalla esclusiva partecipazione, in quanto azionisti, dei comuni aderenti. Tale garanzia, richiesta per legge, ha generato una normativa, sottoscritta dai comuni fondatori (tra cui Bomarzo) che, al momento, non lascia spazio ad alternative e limitale autonomie locali, avendo trasformato le amministrazioni da proprietarie a ostaggi.

 

Questa la nuda e cruda eredità che ci è stata lasciata dai “nostri” amministratori.

 

Questa incauta normativa ha originato una pessima e iniqua gestione.

 

Detto ciò, e coerenti col nostro impegno elettorale, abbiamo intrapreso i passi al momento possibili: il primo da compiere era quello di certificare il credito vantato e, con Delibera della Giunta nr. 52 del 1 ottobre 2015, si è dato mandato all’avvocato Luigi Padovan di approntare un decreto ingiuntivo contro la società Talete spa per il pagamento della stessa del debito di euro 133.000,00 accumulato nei confronti del nostro Comune. Era questo un passo necessario,per ufficializzare la nostra posizione contraria ad una gestione inefficiente dei nostri beni.

 

In coerenza con tale ingiunzione, legittimando un diritto, ed una possibile prelazione sull’eventuale liquidazione futura, parziale o totale, della situazione debitoria che la stessa Talete spa ha nei confronti dei comuni aderenti, il sindaco Ivo Cialdea, non poteva che avallare il bilancio ufficiale del 2014 (di due anni fa), che per altro non ci aveva visti protagonisti, e che presentava un disavanzo di soli 21.000,00 euro. Oltre ciò, una malaugurata procedura fallimentare, avrebbe portato all’inevitabile licenziamento di circa 150 incolpevoli lavoratori.

 

Ovvio e necessario ipotizzare una partnership esterna, anche privata, che possa dare la spinta giusta per rimettere in carreggiata un carrozzone che al momento non può essere lasciato in balia degli eventi. Nella stessa sede, il nostro sindaco, preoccupato dei rischi di tale scelta, ha tenuto a precisare che: “va bene partners privati ma attenzione a non cadere nell’errore commesso da ATO 5 di Frosinone, ovvero di aver ceduto tutto il capitale a società privata (ACEA) il che sarebbe avrebbe aperto scenari ben più catastrofici e assolutamente incontrollabili”.

 

I fatti stanno così. Purtroppo ad oggi siamo dentro fino al collo e dobbiamo renderci conto che non se ne esce solo con le belle parole, attacchi gratuiti, i proclami o paventati referendum. Questo è puro populismo e di tutto abbiamo bisogno fuorché di “piazzaroli”.

 

A proposito di referendum, non era il caso averlo fatto prima della scelta scellerata di entrare in Talete spa?
Non era più corretto informare la popolazione del harakiri che avrebbe subito?
Un mea culpa sarebbe opportuno, non ci risulta, amici “consiglieri della minoranza” che avete rinnegato il passato e questo macigno pesa sulla vostra coscienza.

 

Adesso tocca a noi trovare uno scudo che ci ripari da questa SPADA DI DAMOCLE.

 

Abbiamo fatto quei passi che riteniamo corretti e continueremo ad impegnarci affinché si possano creare le condizioni giuste per districarci da questa aggrovigliatissima matassa. Da soli non si va da nessuna parte ma intessendo le giuste alleanze ce la possiamo fare, forti della nostra autonomia e libertà di scelta, perché non ci faremo impastoiare dalle correnti politiche.

 

Dobbiamo ragionare con logica e la logica ci dice che il problema non è Talete spa perché, la stessa,bene interpreta la legge per cui è nata; il problema è la gestione che purtroppo è tale e quale il servizio che dovrebbe erogare: fa acqua da tutte le parti.

 

Noi non stiamo fermi. Altri passi ufficiali verranno intrapresi e vedremo, quando dovranno esporsi, di che pasta sono veramente fatti i nostri amici “consiglieri di minoranza”.

 

Gruppo di maggioranza “Verso il Futuro” del Comune di Bomarzo

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