VITERBO – Premesso che a quanto risulta all’interrogante:

con nota del 19 gennaio 2015, protocollo 27633, dei direttori regionali di infrastrutture, ambiente e politiche abitative e di risorse umane e sistemi informativi, ingegner Bruno Placidi e dottor Alessandro Bacci, la Regione Lazio ha invitato i commissari straordinari delle 7 Ater (azienda territoriale per l’edilizia residenziale) del Lazio a disporre con urgenza gli atti relativi alla nomina di nuovi direttori generali, ritenendo decaduti i direttori non rinnovati entro i novanta giorni dall’insediamento dei commissari (avvenuto a settembre 2014), intesi quali nuovi organi, in base allo Statuto regionale e alla legge della Regione Lazio 3 settembre 2002, n. 30, recante “Ordinamento degli enti regionali operanti in materia di edilizia residenziale pubblica” e istitutiva delle Ater;

a seguito della nota citata, il commissario straordinario dell’Ater di Viterbo, avvocato Pierluigi Bianchi, con nota del 29 gennaio 2015, protocollo numero 116, avrebbe comunicato all’ex direttore Ugo Gigli la decadenza dalla carica di direttore generale e la conseguente cessazione di ogni rapporto con l’Ater di Viterbo, invitandolo a interrompere immediatamente ogni attività in nome dell’azienda e a non assumere alcun provvedimento, che sarebbe risultato insanabilmente nullo;

l’Ater di Viterbo, a quanto si apprende dagli organi di stampa, è oggetto di un’approfondita inchiesta della Procura di Viterbo, che ha portato ripetutamente la Guardia di finanza negli uffici dell’azienda, al fine di appurare eventuali irregolarità nella più che quarantennale gestione del signor Ugo Gigli, durante la quale, sempre a quanto di apprende dalla stampa, sarebbero stati affidati lavori di manutenzione per centinaia di migliaia di euro sempre alle stesse ditte e sempre senza gara;

il commissario straordinario, secondo quanto riferito dallo stesso ex direttore a un giornale locale, avrebbe recentemente scritto all’ex direttore Ugo Gigli, chiedendo di rimborsare all’Ater una parte degli emolumenti percepiti nell’anno 2014, perché eccedente il tetto stabilito dalla Regione;

la legge n. 30 del 2002 citata, all’articolo 15 rubricato “Vigilanza e controllo”, comma 2, lett. d), demanda alla Giunta regionale la verifica dell’utilizzazione delle risorse finanziarie assegnate, l’attività complessiva dell’azienda, i risultati conseguiti e può, a tal fine, acquisire atti e disporre ispezioni;

da notizie pervenute all’interrogante, risulterebbe, altresì, che durante la gestione Gigli, l’azienda viterbese non avrebbe mai pubblicato il bilancio sul sito internet;

da parte di alcuni consiglieri regionali sono stati presentati, in merito alla vicenda dell’Ater di Viterbo, interrogazioni, richieste di audizioni, ordini del giorno e appelli alla Regione Lazio, nonché annunciate diffide alla Corte dei conti, al fine di evitare danni erariali,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno accertare, nei limiti delle proprie attribuzioni, ogni responsabilità in merito a quanto esposto in premessa e, in particolare: con riferimento alle spese per la manutenzione degli alloggi di proprietà dell’Ater di Viterbo, se non ritenga di assumere iniziative, per quanto di competenza, volte a verificare se la Regione Lazio abbia svolto l’azione di vigilanza e controllo sulle singole Ater ai sensi di quanto stabilito dall’articolo 15, comma 2, lett. d), della legge regionale n. 30 del 2002 citata in premessa, e dunque, anche dell’Ater di Viterbo; se non ritenga di verificare eventuali irregolarità nel bilancio;

se, con riferimento alle somme di denaro che sarebbero state indebitamente percepite dall’ex direttore Ugo Gigli, non ritenga di adottare provvedimenti volti a chiarire il reale ammontare delle somme che l’ex direttore deve restituire;

se l’eventuale indebito percepimento delle somme non comporti un danno erariale, del quale, in caso affermativo, la Regione Lazio dovrà rispondere alla Corte dei conti.

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