PROVINCIA – Il candidato Mauro Mazzola, candidato alla Regione Lazio nella Lista Civica per Zingaretti, dopo aver presentato, in modo generale, alcuni punti salienti del suo programma, quando con il suffragio degli abitanti dell’Alto Lazio, che spera siano molti, passa ad analizzare alcune criticità riscontrate in questa campagna elettorale nell’intero territorio dell’Alto Lazio; criticità che sono l’ostacolo ai tanti programmi che s’intende portare avanti.
Sig. M. Mazzola! ogni candidato propone bei programmi, anche convincenti e condivisibili, poi non sempre vengono realizzati, una sua analisi o il suo pensiero?!
Questo è uno dei punti cruciali di ogni candidato; credo di scoprire l’acqua calda, ma certo è che spesso accade quanto lei mi chiede. Dare una risposta esaustiva non è facile, dare una risposta di convenienza potrebbe essere più semplice, dare una risposta politica ci si avvicina al dire qualche bugia. Io ritengo che tutti i candidati hanno, giustamente, i loro programmi grandi o piccoli che siano e tante buone intenzioni, poi però ci si scontra con altri temi come la disponibilità delle risorse economiche per realizzare i contenuti dei programmi, anche se questo, in fine, non è che sia un ostacolo insormontabile. Credo che la difficoltà più grande stia nel fatto che, una volta eletti, alcuni interessi ed alcuni postulati del programma presentato perdano d’interesse, cambiano forma, o meglio si inceppino di fronte a difficoltà di tematiche interconnesse con essi.

Faccio un esempio: parliamo di turismo che dovrà essere, almeno a mio avviso, un punto chiave per lo sviluppo del nostro territorio, poi non si fa quell’informazione necessaria e qualificata, non si fa quella pubblicità specifica e mirata che possano incidere sulla gente. Sottolineo, a tal proposito, l’antico adagio: la pubblicità è l’anima del commercio.
Parliamo di turismo e non abbiamo le strade idonee per raggiungere, in tempi accettabili, le nostre zone. La nostra rete stradale dell’Alto Lazio è vecchia di cento anni fa: molti tracciati sono sui sentieri fatti dagli asini, sono state parzialmente allargate ma non è stato fatto di più. Qualche piccola modifica di tracciato è stata fatta sulla Cassia nei primi anni del dopo guerra. Tutta la rimanente rete, prettamente provinciale, è disastrosa e disastrata. Non abbiamo alcuno svincolo sull’autostrada del Sole, la stessa trasversale è vecchia, in un certo qual senso, fa ridere; si sta facendo ora ed appartiene già al passato; su di essa si cammina a novanta all’ora perché non c’ la terza corsia. Una strada moderna senza terza corsia, è cosa grave ancor di più la mancanza della corsia d’emergenza; di che cosa striamo parlando?! Le nostre ferrovie rimaste abbandonate per anni ed il grosso rischio che la Viterbo-Attigliano ha corso, intorno agli anni 1983/85! il rischio di essere soppressa; se non era quel povero pendolare di Brigliozzi, al quale darei una medaglia, con gli altri suoi amici pendolari, che l’ha salvata, anch’essa sarebbe sparita; la Capranica Orte che è stata chiusa, la Viterbo Capranica Roma ancora a binario unico. Questa è la situazione delle nostre infrastrutture che sono in stretto rapporto con il turismo. Il mio impegno in Regione sarà proprio questo che Ferrovie e la rete stradale, con interventi mirati e armonizzate con il territorio, facciano un salto di qualità. In occasione delle festività di Santa Rosa, della Fiera del Vino di Montefiascone, delle festività di Santa Cristina, del pranzo del purgatorio in Gradoli, dello sviluppo di Civita di Bagnoregio, delle magnifiche processioni del Cristo Morto sia in Bagnoregio che Lubriano come in altri paesi, visto che la Viterbo-Attigliano è in ottimo stato, è stata tutta rifatta ex nuovo, vi può transitare qualunque materiale ferroviario, perché non fare un treno di qualità Milano, Bologna, Firenze, Montefiascone per portare i turisti del Nord Italia in queste manifestazioni?! Questo è il concreto modo d’incrementare, di favorire il turismo di qualità nel nostro territorio ed è questo che intendo fare una volta che i cittadini, con il loro voto, sul quale conto, mi avranno mandato a rappresentarli in Regione.

Pietro Brigliozzi

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