VITERBO – Coldiretti Viterbo richiama l’attenzione sulla necessità che l’assessore all’agricoltura della Regione si occupi con responsabilità del settore agricolo ed agroalimentare dell’intera Regione (e quindi anche della provincia della Tuscia) che sta attraversando un momento cruciale per il proprio futuro, fatto di opportunità di sviluppo che tuttavia rischiano di essere vanificate se non verranno affrontati con tempestività ed efficacia i problemi che ostacolano ancora il pieno esplicarsi del lavoro quotidiano delle migliaia di imprese agricole che operano con successo nel nostro territorio, rendendo concreto quel modello di sviluppo che oggi solo l’agroalimentare può garantire al territorio regionale e provinciale.

 

Il Presidente di Coldiretti Viterbo Mauro Pacifici rimarca le parole del presidente della Coldiretti Lazio, David Granieri che in una lettera inviata all’Assessore all’agricoltura della Regione Lazio con la quale chiede l’immediata convocazione del Tavolo agroalimentare indispensabile, ad avviare i percorsi necessari ad affrontare alcune questioni di particolare rilevanza: prezzo del latte; attuazione del nuovo Piano di Sviluppo Rurale (PSR) 2015-2020; danni da fauna selvatica agli agricoltori e fattorie didattiche. “All’ordine del giorno – continua il direttore della Coldiretti Viterbo, Ermanno Mazzetti – c’è innanzitutto la questione del prezzo del latte alla stalla, sceso a livelli insostenibili al punto da non coprire neanche i costi di produzione costringendo migliaia di imprese agricole alla chiusura. E’ urgente che la Regione svolga a pieno il ruolo di propulsore e mediatore che gli è proprio.

 

Ciò a maggior ragione di fronte al fatto che anche a livello nazionale sono stati intensificati gli sforzi per favorire un più equo rapporto tra industriali e allevatori conferitori della materia prima, oltre che un pacchetto di misure per favorire un soft landing a seguito della scadenza del regime delle quote. In tal senso, il decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 29 aprile, rappresenta un punto di partenza importante per la definizione della questione del prezzo del latte. Infatti, viene ribadito l’obbligo del contratto scritto (art 62 D.L. n. 2/2012) con durata minima di 12 mesi e contenente il prezzo da pagare alla consegna, fisso o legato a parametri di mercato, volumi e qualità ma soprattutto ai costi di produzione. Gli altri temi proposti da Coldiretti Lazio: l’attuazione del nuovo Piano di Sviluppo Rurale ancora fermo negli uffici comunitari con i suoi 750 milioni di Euro di dotazione finanziaria; la regolamentazione attuativa della legge regionale sui danni da fauna selvatica che non aspetta i tempi dell’amministrazione per tornare a devastare i campi mettendo in crisi migliaia di produttori agricoli; l’istituzione di un albo per l’esercizio delle attività di fattoria didattica, necessario perché anche la Regione Lazio (unica in Italia a non prevederlo) possa permettere a queste realtà di esplicare il loro lavoro con le dovute garanzie anche per i giovani utenti.

 

“La Coldiretti di Viterbo che rappresenta la maggioranza delle imprese agricole della nostra Provincia è sollecitata dalle stesse affinchè la Regione si impegni nella risoluzione delle principali problematiche che oggi le costringono a una quotidianità difficile che mette a rischio la loro stessa sopravvivenza” conclude Pacifici ricordando che la Costituzione italiana attribuisce la materia agricola alla competenza esclusiva delle Regioni e, quindi alla responsabilità diretta dell’Assessore all’agricoltura, il dovere di affrontare le diverse questioni legate alla sviluppo delle imprese agricole e al loro ruolo nell’economia della Regione, seppur in un contesto di coordinamento e quadro giuridico fissato spesso dallo Stato e/o dall’Unione Europea.

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