Ecobonus, CNA: “Bene il documento del Parlamento che impegna il governo sulla cessione del credito d’imposta alle banche”

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VITERBO – La CNA aveva denunciato, qualche giorno fa, la pericolosità dell’emendamento alla Legge di Stabilità approvato dalla Commissione Bilancio della Camera, che introduceva, per i lavoratori dipendenti e i pensionati che si trovano nella no tax area, il principio della trasformazione facoltativa delle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica dei condomini  in crediti d’imposta cedibili alle imprese che realizzano i lavori. E, in sintonia con l’azione intrapresa dall’Associazione a livello nazionale, la segretaria della CNA di Viterbo e Civitavecchia, Luigia Melaragni (foto), e il presidente territoriale di CNA Costruzioni, Enio Gentili, avevano scritto una lettera ai parlamentari del territorio, invitandoli a sostenere la richiesta di ritiro dell’emendamento.

 

Adesso arriva una buona notizia. Un ordine del giorno, voluto dalla CNA, che ha ricevuto il via libera dalla Camera dei Deputati, impegna il governo a rivedere la norma passata in Commissione e “a valutare l’opportunità di consentire la trasformazione della detrazione decennale in credito d’imposta cedibile agli intermediari finanziari”. “Il documento va nella direzione da noi auspicata, spostando sugli intermediari finanziari la possibilità, per famiglie e imprese, di chiedere di anticipare i benefici della detrazione decennale. In tal modo, i soggetti incapienti potrebbero rivolgersi direttamente alle banche per ottenere l’anticipazione, così da utilizzarla per effettuare l’investimento di riqualificazione”, sostiene la CNA.

 

“Si tratta -osservano Melaragni e Gentili- di un primo importante risultato, che ci auguriamo possa al più presto potenziare il riconoscimento dei benefici connessi al sostegno delle spese per lavori edili alternativo all’attuale meccanismo della  detrazione decennale. Pensiamo alla trasformazione della detrazione decennale in credito d’imposta cedibile ad un intermediario finanziario, anziché ai fornitori che hanno effettuato i lavori e all’estensione dell’applicazione del principio a tutte le spese destinate agli interventi di riqualificazione energetica degli edifici nonché a quelle relative agli interventi di recupero del patrimonio edilizio residenziale oggetto della detrazione. Questa scelta potrebbe contribuire -concludono- a far ripartire gli investimenti nell’edilizia, settore che già più volte, in passato, ha consentito all’Italia di riprendersi dalle crisi economiche”.

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