I canti lanciati risuonano nella foresta della politica, intrigandosi tra le liane ed hanno tante strofe con coloriti ritornelli che invitano gli uccelli all’ascolto ed alla condivisione dei messaggi diffusi.

Il primo canto annuncia una certa difficoltà in cui versa la maggioranza del Sindaco Paolini e le varie strategia messe in atto per salvare la situazione.

Il secondo canto narra i vari salti della quaglia di diversi consiglieri e di qualche assessore della maggioranza stessa finalizzati a salvare la giungla dal probabile temporale che si potrebbe abbattere su di essa.

Il terzo canto puntualizza la sfiducia della maggioranza da porre verso il consigliere Cimarello onde allontanarlo dal Consiglio comunale favorendo l’ingresso nel medesimo del Trapé pronto ad andare a ricoprire la dovuta poltrona cantando unanimemente con gli altri uccelli della giungla.

L’uccello civetta poi s’inserisce nel canto con il messaggio nuovo e sarcastico informando gli altri uccelli che i saggi della foresta hanno ipotizzato la soluzione a tanti problemi.

Cimarello esce, Trapè entra per fare il presidente del Consiglio, lasciando l’opposizione, Bellacanzone lascia l’attuale incarico di presidente, in cambio chiede la segreteria politica di Fratelli d’Italia.

Arriva il gufo con il suo insidioso canto affermando: Manzi cederà il suo ruolo di segretario politico di Fratelli d’Italia al Bellacanzone quale leone ruggente, divenendone dolce boccone?.

Ecco la colomba e, con il suo dolce, pacifico e soave canto, cerca di mettere pace tra gli uccelli rendendo la giungla meno chiacchierona, rassicurando che tutto andrà a buon fine, anche se, sarebbe necessario l’intervento dell’aquila che mettesse tutti a tacere, ridando alla giungla il suo primitivo importante valore di quella originaria quiete per vivere nella pace, nella prosperità e serenità che la caratterizza per il bene di tutti gli altri animali che sono nella foresta.

Pietro Brigliozzi