«Mi candido – scrive Andrea Palazzi di Orte – nella lista verde “Avanti Insieme”, che sostiene Mancini alla segreteria regionale, perché “la linea che unisce”, lo slogan che ne sintetizza il pensiero, viene declinato come “unità nel pluralismo”.

Unità di azione, pluralismo di idee. Non credo infatti nel pensiero unico. La mia segreteria nel Circolo DL-La Margherita prima, e nell’Unione Comunale PD di Orte poi, è stata caratterizzata dal pluralismo. Provenienze diverse (il PD si era appena costituito), idee diverse, difese con passione e nel rispetto dell’altro, per arrivare a decisioni condivise.

Il processo democratico forse è il meno rapido, ma è l’unico che garantisce il rispetto di tutti. E il rispetto delle regole. Democrazia per me è un concetto fondamentale. Non declinabile. Non sostituibile. Però, poi, le decisioni vanno prese. Senza indugi. Ma è solo attraverso il confronto delle idee, a volte anche aspro, che vengono assicurate libertà e crescita.

Non credo nelle facili demagogie populistiche e nelle soluzioni superficiali che vanno bene per pochi e non tengono conto delle conseguenze per molti. Mi candido per sostenere un modello in cui una visione politica, di buona Politica, torni a governare la prassi amministrativa e il processo decisionale; che ponga alla base “capacità e rappresentatività” per creare un PD non autoreferenziale, ma autorevole; che sappia parlare alla società, fatta di donne e uomini, di storie e problemi quotidiani, di miserie e risorse straordinarie, aiutare le une e valorizzare le altre, con risposte concrete. Dal locale al nazionale. Per questo ho apprezzato le parole e la scelta di Marco Minniti.

Mi candido perché spero di poter dare il mio contributo specifico. Come architetto che crede nel valore anche sociale della bellezza: un luogo brutto, come le periferie anonime e degradate, favorisce sacche di delinquenza e di corruzione.

E allora vanno ripensate per dare il giusto rispetto e valore alle donne, agli uomini, ai ragazzi che devono abitarci.
E’ ormai un assunto della più avanzata psicologia l’influenza benefica dei luoghi “belli” sull’essere umano; senza contare che i momenti più elevati della nostra civiltà, in cui il valore dell’uomo era al primo posto, hanno coinciso con il massimo sviluppo artistico e architettonico, dagli Etruschi al Rinascimento per citare i più noti. Il Lazio, la nostra Tuscia in particolare, è una regione ricca di arte, archeologia, di borghi meravigliosi che vanno tutelati, promossi e resi fruibili; di paesaggi sia naturali che artificiali, come il paesaggio agrario, la cui caratterizzazione ed evoluzione è in grado di dirci molto sul legame con i sistemi sociali ed economici che lo hanno prodotto. Conoscenze che vanno approfondite e messe a sistema per potenziare la vocazione naturale del nostro territorio e favorire la migliore integrazione tra tutela e promozione.

In tale ottica, queste risorse – che rappresentano la nostra identità – si devono tradurre in possibilità concreta di occupazione per i nostri giovani che hanno creatività ed entusiasmo naturali, caratteristiche che spesso vengono recise nel duro impatto con un mondo del lavoro che offre prospettive scarse e inadeguate. Di questo delitto dobbiamo sentire la corresponsabilità per mettere in campo politiche concrete che abbiano come faro “merito e capacità”. E vincere la sfida di riuscire ad essere la grande forza democratica e riformista che aspiriamo ad essere.

Questo è il PD che vorrei contribuire a costruire e per cui mi candido nella lista verde di sostegno a Mancini alla Regione Lazio».

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