L’opposizione si ribella alle modalità di presentazione degli emendamenti ed invoca l’intervento della Prefettura

 

La maggioranza boccia la proposta. Prosegue la discussione in aula

 

Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – Una domenica mattina all’insegna dell’inutilità, quella trascorsa dai consiglieri comunali a Palazzo dei Priori. A tenere banco, infatti, più che i contenuti, sono ancora le modalità di discussione degli emendamenti, con l’opposizione nuovamente fuori dall’aula per protesta. Unici “deputati, a sedere, tra gli scranni dell’opposizione, il consigliere di FondAzione Gianmaria Santucci (foto), e il consigliere del M5S Gianluca De Dominicis, che già sabato sera aveva iniziato la sua personalissima battaglia sulla presentazione e sulle modalità di discussione degli emendamenti.

 

I lavori proseguono a rilento sino alle 12.45. La pausa tecnica per il pranzo si avvicina, ma il consigliere Santucci, in rappresentanza anche dei gruppi di Forza Italia, Fratelli d’Italia-An, Viterbo Venti Venti e Gruppo Misto, decide di mandare tutti a tavola con un tarlo nel cervello.

 

“Sabato pomeriggio – afferma Santucci – ha espresso un parere che il presidente del consuglio, con l’appoggio della segreteria generale, ha interpretato a suo piacimento. Secondo noi, e lo ribadisco, le procedure sono state violate perché il regolamento non può essere interpretato”.

 

Santucci porta poi all’attenzione di tutti un dato agghiacciante: “Dalle ore 20 di sabato alle 13 di oggi abbiamo votato solo 9 emendamenti. Se si prosegue con questo ritmo il mio turno per l’esposizione degli emendamenti arriverà tra 45 ore, ovvero, ben oltre la scadenza che avete posto voi, incombente tra 34 ore. Mi sembra pertanto chiaro che il vostro provvedimento non è in grado di risolvere il problema.

 

Tralasciando la slealtà istituzionale del sindaco, che ha chiesto di rientrare in aula per poi andarsene in giro per le manifestazioni della città, faccio notare a tutti che questa notte, sospendendo il Consiglio fino a stamattina, sono state perse ben 9 ore perché voi non eravate in grado di tenere il numero legale. Evidentemente tutta questa urgenza di approvare il Bilancio non c’è.

 

Fermo restando che il presidente del consiglio mi deve ancora indicare dove si trova la fonte normativa in cui è si afferma che il tempo per la presentazione degli emendamenti è di 5 minuti a testa, non posso che esprimere tutta la mia indignazione per aver scoperto solo oggi che, in realtà, la maggior parte degli emendamenti di cui stiamo parlando hanno ricevuto dal dirigente solo un parere di regolarità contabile.

 

Mi chiedo pertanto se tutto ciò sia legittimo e, soprattutto, che senso abbia l’intenzione, da voi manifestata, di voler variare le tariffe dopo 60 giorni dall’approvazione; un tema, quello delle tariffe, di cui, ricordiamo, non ci avete di fatto permesso di discutere”.

 

Insomma, così non si può davvero andare avanti e, per tale ragione, il consigliere Santucci mette sul piatto la proposta della minoranza: “Sospendiamo il Consiglio e chiediamo un incontro in Prefettura, cercando di capire se c’è una modalità condivisa sulle procedure da seguire. In caso contrario ogni emendamento che verrà votato costituirà per noi una violazione”.

 

Ma la maggioranza, sindaco Michelini in primis, non sembra essere disposta ad accogliere questa soluzione, proponendo, di contro una riunione dei capigruppo in cui poter trovare un punto di incontro sul prosieguo dei lavori.

 

Il consigliere Santucci non si smuove però dalla sua posizione: “O si sospende per valutare la possibilità di fissare un incontro in Prefettura o non si va avanti”

 

La seduta viene così sospesa alle ore 14.05, in attesa che si partorisca una soluzione condivisa o su un incontro con il Prefetto Piermatti o sulle modalità di voto degli emendamenti.

 

Alla ripresa dei lavori, avvenuta alle ore 16, il presidente del Consiglio propone una capigruppo per discutere di entrambe le richieste. Ma l’opposizione si dice contraria, esigendo una risposta immediata sulla propria proposta di recarsi in Prefettura. Al presidente Ciorba non resta altro da fare che mettere in votazione la suddetta richiesta, che viene respinta a maggioranza. La seduta prosegue così con la lenta discussione degli emendamenti presentati dall’opposizione.

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