VITERBO – “Dopo sette anni, finalmente, la riapertura e la doppia inaugurazione del teatro Unione di Viterbo: il 13 Giugno con le autorità politiche della regione e della città che hanno finanziato i lavori, il 4 Luglio per la città con il concerto della Marina Militare; molti sono stati i cittadini che hanno goduto della bellezza e dello splendore del teatro Unione.

Il sipario si aprì la prima volta, tanti anni fa, il 4 novembre 1855 con il Rigoletto, venne chiamato Unione perché un gruppo di viterbesi amanti dell’arte teatrale e della musica lo vollero fortemente per la città alla pari di Napoli, Venezia, Milano e Bari, all’epoca ha unito e reso importante Viterbo, oggi la riapertura divide.

Un gruppetto di addetti ai lavori e di esperti teatranti invece di apprezzare e dare buoni suggerimenti all’Amministrazione comunale, in occasione della riapertura, hanno fortemente criticato e dato giudizi a mio avviso molto soggettivi, le critiche vanno dagli arredi, secondo loro, poco idonei, alla gestione, secondo loro non adatta, alle modalità di riapertura e inaugurazione.

Certamente i lavori, come ha spiegato più volte l’Amministrazione, non sono completi: mancano gli arredi scenici, il ridotto e il bar, però il sipario si può tranquillamente alzare per le rappresentazioni con una gestione provvisoria affidata ad un ente pubblico che dovrebbe garantire la stagione artistica fino alla fine dell’anno.

Dobbiamo ancora aspettare? Certamente no! Il sipario si può e si deve aprire perché l’Amministrazione lo vuole per i suoi cittadini, sette anni di chiusura sono stati troppo lunghi. In realtà si poteva fare prima, ma in Italia le lungaggini burocratiche per i finanziamenti e l’esecuzione delle opere pubbliche sono e saranno la nostra condanna.

Nei tempi passati, quando la costruzione teatro come edificio non esisteva, le rappresentazioni si organizzavano dove capitava: nelle chiese, nei palazzi, nelle corti, nei teatri occasionali di legni, allestiti all’occorrenza. A Roma a Villa Borghese è stato ricostruito un bellissimo teatro di legno come al tempo di Shakespeare, comunque si faceva e si fa teatro anche in spazi non completamente idonei, solo e soltanto per il piacere e il gusto di fare teatro, di condividere insieme le bellezze dell’arte teatrale e della musica.

Signore e signori, il teatro Unione di Viterbo ha alzato il sipario, inizia lo spettacolo”.

Augusta Boco
Consigliera comunale PD

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