Si è recentemente conclusa, dopo un anno esatto dal suo inizio, la Pentalogia organizzata nei saloni del Palazzo Sforza di Proceno da Alfredo Mariani per il Museo delle Enciclopedie.
Inaugurata nel giugno del 2022, proprio al momento della piena ripresa delle attività dopo il buio periodo del Covid, questa grande mostra ha riportato visitatori ed interesse nel piccolo e bellissimo centro della Tuscia.
I visitatori hanno potuto ammirare le sculture e le opere di Giorgio Ronca, caratterizzate non soltanto dalla assoluta maestria nella lavorazione dei metalli ma da una continua ironia che tocca le corde del surrealismo da una parte e dei riferimenti culturali -soprattutto alle scienze della mente- dall’altra. Questa mostra è ospitata permanentemente nello storico palazzo di Proceno, perciò rimarrà visibile ai futuri visitatori.
La mostra delle tele della pittrice Irina Budarina invece è la prima ad essersi spostata, già nel mese di marzo, per raggiungere la nuova sede di esposizione in Firenze. Budarina non è soltanto una artista ma una insegnante e una imprenditrice ukraina che ha dovuto abbandonare a causa della guerra la scuola d’arte e la casa di moda, con annessa produzione, da lei fondate. Ha messo in salvo la sua famiglia in una condizione difficilissima, e dall’Italia ha ricominciato da zero guardando con fiducia verso il futuro. Si è rivelata una donna dalla forza d’animo straordinaria, e i risultati eccezionali che aveva già professionalmente raggiunto nel suo paese di origine saranno presto replicati anche in Italia, grazie alle sue elevatissime competenze e capacità.
Le sue opere sono state sostituite da un progetto fotografico e culturale molto interessante, realizzato dallo stesso Mariani, dedicato al campo di concentramento di Terezin: “Theresienstadt, Terezin. La Memoria”, che in alcuni suoi momenti è stato svolto in collaborazione con l’associazione “Memoria e Legalità” di Roma, formata da un nutrito gruppo di docenti ed esperti impegnati nella formazione delle nuove generazioni ai valori civici fondamentali. Le immagini di quel luogo sono state dapprima esposte a Roma, poi passate di mano in mano tra gli studenti delle scuole superiori della Capitale che hanno sostituito ai loro volti le stampe fotografiche di Terezin per denunciare il primo crimine compiuto dai nazisti nei confronti delle loro vittime, e cioè la spersonalizzazione, la volontà di  sottrarre ai prigionieri la loro umanità e la loro unicità personale per farne dei numeri da mandare al massacro. Queste fotografie sono quindi giunte a Proceno dove sono state in esposizione per gli ultimi mesi della Pentalogia.
Il fotografo valentanese Valter Cucchiari è stato il protagonista di una mostra sulle celebrazioni del 25 Aprile nel capoluogo della Tuscia. Si è trattato di un progetto fotografico realizzato nell’arco di 20 anni con tecnica tradizionale (riprese in pellicola e stampa analogica) in bianco e nero, che ha avuto la caratteristica di prestarsi anche a riflessioni tecniche sulla fotografia, come se fosse la sintesi di un corso per aspiranti fotografi. Ogni opera esposta ha difatti trattato un tema tecnico fondamentale di quest’arte: il valore dei tempi di esposizione e il loro effetti sul movimento dei soggetti ripresi, la variazione della profondità di campo in base ad obiettivi e diaframmi utilizzati, i contrasti di luminosità, la composizione dell’immagine e così via. Sarà possibile incontrare Cucchiari nella seconda metà di agosto nel tradizionale festival della fotografia che si terrà a Valentano, anch’esso in ripresa dopo la forzata pausa di anni dovuta alla pandemia.
Un filo comune, quello dell’agognata libertà per gli italiani, ha collegato la mostra sul 25 Aprile con “Le parole del Risorgimento”, una esposizione di documenti storici che hanno coperto il periodo dell’inizio dei moti risorgimentali fino alla raggiunta unità d’Italia, testimoniando, attraverso manifesti, editti e proclami che le varie autorità e poteri esistenti hanno prodotto in quegli anni difficili, le parole rivolte alle popolazioni per incitarle a schierarsi con l’una o con l’altra parte o per minacciarle in caso non avessero eseguito le volontà di chi deteneva il potere.
L’ultima mostra della Pentalogia ha celebrato a Proceno il ventennale della sua prima installazione: si tratta di “September Eleven – Per non dimenticare”, dedicata alle Twin Towers di New York e con il fine di celebrare la bellezza dei due grattacieli distrutti nell’attentato e raccontare il ruolo che svolgevano da un punto di vista urbanistico e sociale. Le Twin Towers non sono mai state l’espressione della potenza americana, e se qualcuno vi ha visto questo è semplicemente perché non le ha mai visitate. Sono invece state espressione piena dell’ingegno dell’uomo e luogo di pace, di scambio e di condivisione della bellezza tra tante culture. Anche queste immagini sono starte realizzate da Alfredo Mariani.
I momenti più qualificanti della Pentalogia sono sicuramente stati le visite degli studenti delle scuole superiori, giunti anche da Roma, e quelle dei pellegrini della Via Francigena, che sostando nelle foresterie messe a disposizione dalla Pro Loco hanno potuto ammirare il Palazzo Sforza e queste iniziative culturali, frequentemente discutendone con l’autore che, ogni volta che è stato possibile, si è prestato a fare da cicerone.
Vogliamo ricordare che l’ingresso alla Pentalogia ed a tutte le attività correlate è sempre stato gratuito, e che nessuno ha versato un euro per questa iniziativa: le spese e i lavori di allestimento sono state sostenute dal suo curatore per il motivo che ha sempre caratterizzato le sue azioni: l’amore per la cultura e la speranza che possa renderci una nazione migliore, contribuendo alla felicità e alla realizzazione di tutti i cittadini.
L’amministrazione comunale di Proceno non ha fatto mai mancare l’appoggio alla Pentalogia ed agli eventi collegati, con il sindaco Roberto Pinzi, la vice sindaco Deborah Gobbi, il consigliere Riccardo Tramontana sempre presenti nei momenti salienti dei trascorsi dodici mesi di esposizione.
Gli incontri e le conferenze hanno coinvolto altre figure di grande rilevo culturale presenti sul territorio: lo scenografo e scrittore Piero Ottusi, purtroppo recentemente scomparso. L’attore e regista Cesare Cesarini e l’attrice Serena Tini, che hanno messo a disposizione del pubblico la loro arte in occasione di numerosi incontri. Il fotografo Franco Borrani che ha documentato le varie attività.
La stampa ha parlato moltissimo della Pentalogia, ed il suo autore ci tiene a ringraziare tutte le testate e le redazioni per il loro lavoro e la loro attenzione, mentre il periodo estivo costituirà un momento di preparazione alle nuove produzioni culturali del Museo delle Enciclopedie.