Francesco Chiucchiurlotto

 

VITERBO – Sulla situazione di degrado, ingovernabilità, sporcizia, buche & affini di Roma se ne è parlato e se ne parla, anche con un accanimento mediatico degno di miglior causa; Virginia Raggi, il Sindaco (dire Sindaca mi pare un po’ superficiale e ridicolo), galleggia tra buoni propositi ed attesa di eventi imprevisti che possano cambiare la situazione.

Inoltre si susseguono analisi, dissertazioni, consigli e proposte per rendere la situazione della Capitale almeno accettabile.

Provo anch’io a dire qualcosa in proposito raccontando il mio stupore di alcuni mesi fa nel constatare, durante la campagna elettorale, l’assenza della questione istituzionale di Roma Capitale: nessuno dei candidati, destra, sinistra, centro cinque stelle, se l’è posta.

Cos’è la questione istituzionale di Roma Capitale: probabilmente è talmente grande che non la si vede o si ha paura a guardarla, e consta del fatto che essa è governata dalle regole del Testo Unico Enti Locali, con qualche differenza di recente introdotta, esattamente come il Comune di Rocca di Cave (RM, 377 abitanti) in cui sono Consigliere Comunale.

Quindi a differenza delle Capitali d’Europa, Londra, Madrid, Berlino, Parigi ecc. tutto l’immenso territorio comunale in cui starebbero larghe molte di queste capitali, è governato da Un Sindaco, una Giunta ed un Consiglio, con una ventina di municipi che non hanno però autonomia di bilancio.

Una cosa è assicurare la gestione, anche minuta, di tanto territorio urbano da un centro ingolfato da 60.000 dipendenti, 10 sigle sindacali, miriadi di società collegate, un’altra è coordinare veri e propri Comuni derivati dalla trasformazione dei Municipi, assicurando perequazione delle risorse, programmazione dei servizi generali; sostanzialmente divisione dell’enorme e globale “problema Roma” in tanti problemi minori più facilmente affrontabili.

Ma cosa c’è che impedisce questa o analoghe soluzioni ed addirittura fa sì che neanche se ne parli in campagna elettorale? Ma la politica bellezza! Perché gli enti in gioco sono in stretta concorrenza e nessuno vuole mollare le proprie prerogative: Comune, Capitale, Provincia, Città Metropolitana, Regione; ce n’è almeno uno o due di troppo.

Il problema di questa difficile convivenza è stato a lungo dibattuto ma mai risolto perché si tratta di elidere posti di potere, devolvere prerogative e funzioni, assegnare altrove da sé servizi ed interventi; ma se per i partiti tradizionali lo status quo tutto sommato sarebbe accettabile in attesa di un qualche compromesso, per Virginia Raggi ed i 5 stelle come è tollerabile? Possibile tanta insipiente incapacità a comprendere la questione istituzionale, tale da affrontare una lenta consunzione sino ad una prevedibile fine di una esperienza per essi, è il caso di dirlo, “capitale”? Per il momento non ci resta che augurare un buon anno nuovo alla nostra amata città.

Francesco Chiucchiurlotto (Res 58)

Commenta con il tuo account Facebook
Print Friendly, PDF & Email