Domenica 23 giugno alle 18.30 il Bio-distretto della Via Amerina e delle Forre promuove, al cortile di piazza San Carluccio, a Viterbo, la presentazione del reportage di Internazionale del giornalista Stefano Liberti sulla strategia della multinazionale Ferrero sullo sviluppo della coltura della nocciola e le conseguenze sul territorio della Tuscia e della Turchia.

«Con i suoi 22mila ettari, quasi un terzo del totale nazionale, la provincia di Viterbo è la principale area di produzione italiana di nocciole. […] 

Anche grazie al sostegno della regione Lazio, la Ferrero punta ad aumentare qui le superfici di altri diecimila ettari entro il 2025. Così nuovi impianti stanno proliferando, occupando zone dove normalmente gli alberi non c’erano. “Questo piano sta portando alla radicale trasformazione del paesaggio e a un’irreversibile perdita di biodiversità”, dice Famiano Crucianelli, ex sottosegretario del ministero degli esteri, oggi presidente del Bio-distretto della via Amerina e delle Forre, un’area che interessa tredici comuni della bassa Tuscia e dei monti Cimini. “La nocciola è una grande risorsa per questa zona, ma va coltivata nel rispetto dell’ambiente. Qui si fa un uso eccessivo di chimica e si sta compromettendo un territorio intero, convertendolo in una monocoltura».

Il reportage (che può essere letto sul sito di Internazionale) esamina gli impatti della strategia della multinazionale sul territorio e sull’economia nella Tuscia e in Turchia, un paese che, da solo, copre circa il 70% della produzione mondiale di nocciole.

Al dibattito parteciperanno Stefano Liberti, giornalista di Internazionale, Famiano Crucianelli, presidente del Bio-distretto della Via Amerina e delle Forre e Roberto Tedeschini della Rete degli Studenti Medi e di Friday for Future Viterbo; il dibattito sarà moderato da Sandra Gasbarri, segretario del Bio-distretto.

L’incontro è sostenuto da Schola Campesina aps, Slow Food, Rete degli Studenti Medi, Arci Viterbo e Isde-Medici per l’Ambiente Viterbo.