VITERBO – Il team della Dott.ssa Schiralli, presidente di Emotional Training Center, continua i lavori di diffusione a livello internazionale della Didattica delle Emozioni ®, l’innovativo format educativo da utilizzare a scuola per prevenire il bullismo, la dipendenza da sostanze stupefacenti e l’abbandono scolastico.

Giunto ormai al terzo anno di attività, il progetto, denominato Eumoschool e coordinato dalla squadra tutta viterbese composta, oltre da Rosanna Schiralli, dagli psicologi Ulisse Mariani, Mariagrazia Mari, Francesca Mencaroni e Martina Pontani, sta per essere introdotto e sperimentato su larga scala nei Paesi partner.

La Didattica delle Emozioni ® infatti sarà adottata nelle scuole ungheresi, romene, inglesi, austriache e turche.

Intanto in Italia, grazie anche all’incessante formazione della dott.ssa Schiralli, una scuola di Potenza Picena in provincia di Macerata, ha introdotto, per la prima volta nella storia della scuola italiana, l’Educazione Emotiva come materia curricolare.

Si tratta di un evento estremamente importante e significativo, tanto che la dirigente dell’Istituto ed alcuni docenti della scuola marchigiana sono già stati invitati al prossimo meeting internazionale sulla Didattica delle Emozioni® che si terrà proprio a Viterbo domenica 8 luglio all’interno della quarta edizione del Festival Nazionale dell’Educazione, 5 e 6 luglio (padrino d’eccezione sarà il prof. Umberto Galimberti).

Una delle caratteristiche del progetto europeo proposto dal team viterbese consiste nel proporre al mondo della scuola e quindi agli alunni, dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di secondo grado, un format educativo trasversale che comprende, pur non trattandole direttamente e formalmente, tutte le varie problematiche, prima che si trasformino in disagio o addirittura in comportamenti disadattati.

Si tratta di fornire, attraverso questo intervento, la possibilità di insegnare e rafforzare nei soggetti in età evolutiva la capacità di individuare, riconoscere, modulare e gestire le proprie emozioni.

Una grande mole di studi e letteratura scientifica è infatti concorde nel ritenere tale competenza la più efficace nel proteggere le giovani generazioni da molte forme di disagio con particolare riferimento a quelle connotate da dipendenza e regressione che possono portare all’abbandono scolastico, fenomeno in costante aumento in tutti i Paesi dell’Unione Europea.

L’acquisizione precoce delle competenze per gestire la sfera emotiva in senso adattivo consente ai bambini e ai giovani di possedere un “locus of control” interno attraverso cui sviluppare al meglio l’autostima, l’autonomia e la capacità di costruire e mantenere relazioni affettivamente significative, riducendo al minimo i rischi di un arresto dello sviluppo della personalità o di devianza.

Una buona educazione alla gestione delle proprie emozioni comprende così l’intera gamma delle “educazioni” proposte nelle scuole: autostima, autonomia e competenze relazionali costituiscono, infatti, la necessaria base per ogni apprendimento cognitivo e affettivo, favorendo, di fatto, motivazione, desiderio, curiosità, partecipazione, protagonismo, senso critico e senso di appartenenza.

Il modello d’intervento fa sì che può essere adottato da ogni tipo di scuola e offerto agli alunni di età compresa tra 5 e 16 anni circa.

Le tecniche di educazione alle emozioni, oltre ad offrire agli alunni l’opportunità di allenarsi alla corretta decodifica degli stati d’animo interni ed alla modulazione delle pulsioni in direzione del migliore adattamento possibile alla realtà esterna, innescano e favoriscono dinamiche relazionali profonde ed intense tra alunno e docente e tra gli alunni stessi.

La Didattica delle emozioni ®, sperimentata, lo si ricorda, per la prima volta proprio nella nostra provincia, è inoltre per i docenti un utile strumento per gestire meglio il gruppo-classe: non possono sfuggire problemi particolari (bullismo, prevaricazioni, conflitti, ecc…) e alcuni casi di disagio individuale possono essere affrontati sollecitando la cooperazione, il problem solving e la partecipazione attiva di tutti gli alunni.

Le evidenze scientifiche delle misurazioni, le tendenze della ricerca, le riflessioni e gli input che iniziano ad arrivare dai Paesi partner indicano, al di là di tutti i ragionevoli dubbi e perplessità, che è bene porre al centro degli interessi degli adulti le emozioni dei bambini, dei preadolescenti, degli adolescenti.

E’ fortemente educativo ascoltare le loro emozioni, offrendo al contempo le migliori opportunità per farle esprimere, modularle e riconoscerle.

Il progetto si concluderà dunque l’8 luglio prossimo proprio nella città di Viterbo con una Conferenza Internazionale dove saranno illustrati i risultati e proposte le linee guida sull’Educazione Emotiva da utilizzare nelle scuole di tutta Europa.
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