VITERBO – Comune di Viterbo, imprenditori e Istituto “ Paolo Savi” con una stessa mission: vivere per l’intero anno un momento di religiosità e di tradizione, una rievocazione storica partecipata simbolo della cultura di un’intera città: la macchina di S. Rosa.

In un momento caratterizzato da una forte e lusinghiera presenza turistica a Viterbo ci si prepara per le prossime festività Natalizie con interessanti iniziative che vedono la fattiva partecipazione di tanti studenti.

La sezione ad indirizzo turistico  del “Paolo Savi”, infatti,  e l’Amministrazione Comunale, organizzano tre momenti di comunicazione  ed una mostra  nelle sede dell’ex Corte d’Assise in Piazza Fontana Grande.

Si tratta di tre incontri per parlare dell’idea progettuale della macchina di Santa Rosa, dell’evoluzione tecnologica nella sua realizzazione, del vissuto  di chi, fin da bambino, segue con emozione questa Santa che – a 30 metri di altezza – percorre le vie di Viterbo, trasportata dal vigore, dalla religiosità e dal profondo affetto di tanti viterbesi.

Nelle aule spoglie della ex Corte d’Assise a Piazza Fontana Grande  gli studenti del “P.Savi” , coordinati da Giulio della Rocca e dalla prof.ssa Paola Pieragostini, saranno impegnati per far rivivere ai visitatori, storia ed emozioni narrate dai protagonisti.

Per l’appuntamento di sabato 9 dicembre le studentesse Federica Schina e Clarissa Mezzi – presentate da Alessandro Franchi – intervisteranno gli architetti della Macchina “Una Rosa per il 2000”, Lucio Cappabianca e Gianni Cesarini.

Gli stessi studenti saranno quindi disponibili ad illustrare, attraverso riproduzioni grafiche, le Macchine che dal 1600 sono il simbolo creativo e appassionato di una fede sentita che è divenuta – nei secoli – tradizione e cultura vissuta in tutta la città.

Verranno inoltre presentate nuove idee per far vivere in questo terzo millennio le Celebrazioni per la Santa che rappresenta noi e la nostra identità.

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