Ieri 30 luglio si è svolto il Consiglio comunale a Soriano nel Cimino con due punti all’ordine del giono:

1- Variazione di assestamento generale comprendente il controllo della salvaguardia degli equilibri di bilancio 2019-2021 ai sensi degli artt. 175 e 193 del TUOEL.

2 – Costituzione Azienda Speciale Comunale “Soriano Ambiente & Mobilità”, ai sensi e per gli effetti dell’art. 114 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (e s.m.i.). indirizzi.

Il consigliere comunale del gruppo di “Soriano Insieme” dott. Sante Alibrandi ha votato no alla costituzione dell’azienda speciale con le seguenti motivazioni:

«Per sottolineare l’atteggiamento arrogante e il disprezzo che la maggioranza ha riservato alla mia richiesta di ampliare l’oggetto sociale della costituenda azienda per cogliere tutte le possibili opportunità anche per favorire livelli occupazionali decenti;

per il “fulgido esempio” di democrazia e correttezza istituzionale del vicesindaco (mai richiamato dal sindaco che copriva l’incarico di Presidente del consiglio;

perché si è giunti alla determinazione dello scioglimento della Soriano Multiservizi srl senza poter discutere nelle sedi istituzionali alcun piano di razionalizzazione della partecipata;

perché la nuova azienda speciale è il “cavallo di troia” che serve a nascondere il buco della Soriano Multiservizi srl che ha chiuso il 2018 con una perdita di 71.600 euro;

perché si scioglie la Soriano Multiservizi srl per il mancato raggiungimento dei limiti di fatturato a dimostrazione della poca lungimiranza di chi ci amministra da otto anni;

perché non è stato fornito alcun documento che attesti e certifichi la correttezza dei piani economici dei servizi che saranno affidati alla costituenda azienda;

perché è volontà dell’Amministrazione nominare un amministratore unico quando la legge prevede un Consiglio di amministrazione, a dimostrazione che questo è una partita esclusiva della maggioranza;

perché alla certezza dei licenziamenti per lo scioglimento della Soriano Multiservizi srl il personale esistente non ha alcuna garanzia di ricollocamento;

perché il piano di 21 assunzioni in verità nasconde un precariato con assunzioni part-time anche al 25%.

Per tutto questo e non solo per questo, ho detto no»

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